venerdì 29 settembre 2017

hic

Il tempo è poco per le cose importanti, molto per quelle inutili.
Non voglio più perderne, voglio perderne molto.
M’impasto le mani col fondo del caffè. Lascio che il pomeriggio passi tutto dentro i nodi del tappeto. Due tisane vanno bene, è inutile chiederselo. Il sugo lo mangio col pane, la pasta scondita. Non apparecchio la tavola. Sporco due magliette. Due docce bollenti, lunghe. Lavo i capelli anche se sono puliti. Inizio un altro libro, anche se manca poco alla fine del primo. Appoggio il bicchiere per terra. Accendo un altro bastoncino d’incenso, per vedere il fumo. Non conto i biscotti. Bevo una birra da sola. Rileggo una email. Rileggo un messaggio. Farsi male va bene. Lo yogurt viene da dove hai fatto il militare.
Tolgo i calzini. Metto la canottiera col buco. Mi pettino anche se non uscirò.
Prego.
Rimugino, vado a scavare. Pulisco i peperoni, buttare i semi mi dà fastidio. Mi scotto le labbra. Non cambio le lenzuola ogni settimana. Cambio profumo. Invento una scusa per non partecipare. Penso agli altri.
Spero piova, spero non smetta. Voglio le scarpe rosse, ogni anno le guardo. Sposto i capelli dall’altra parte.
Sto sbagliando, sto facendo bene. Rimando.
Sei tu, è l’idea, è un pensiero, è un sogno, è un incubo, è un’invenzione, è folle, è giusto, è reale, è comprensibile, è inutile, non è. 

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