sabato 5 novembre 2016

Due bicchieri pieni di un perfetto crème caramel rivisitato, scaglie di cioccolato e mousse alla fragola. L’esattezza della loro disposizione sul tavolo, la loro inquadratura. Ecco la mia vita. Due per due, due cucchiaini, due modi di raschiare il bicchiere. Buono, troppo dolce, la prossima volta più panna.
Ogni giorno, per sempre, due di due. Berrò dal tuo bicchiere e tu dal mio, scambieremo le forchette. La prossima volta sbaglierò ancora, non mi ricorderò. Non avrà nessun valore il nostro dopocena di stasera, scorderò l’ingrediente che mancava. Vetro, acciaio, la stessa liturgia. E ancora ci diremo troppo dolce? Meno panna? O arriveremo a non dircelo più, a tenerci il nostro cucchiaino, ognuno a lavare il suo bicchiere. Io ti odierò, per quanto ci metti a mangiare il primo strato, e già odio il modo in cui al rovescio porti in bocca il cucchiaino. Io ti odio, amore, odio la mia vita insieme a te. Odio prepararti questo dolce, dimentico che lo mangerai. Lo preparo con gelosia e rigore, per il mio gusto e il mio palato, scordando il tuo. Desidero deludere le tue aspettative, spingerti a sputarlo e a pensarmi un incapace. Io voglio fallire, tesoro, per salvarci dallo scempio della noia.

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