sabato 26 settembre 2015

Erica

Mi osservo come fossi davanti allo specchio, solo non vedo il mio riflesso, ma immagini di momenti, passaggi, cose che vedendole tornano alla mente nei loro dettagli. Sono le tessere che compongono questa mattina, la sensazione di novità che sento, la percezione di cambiamento come se si fosse generato nel giro di una notte. 
E così apro gli occhi, come si suol dire. Su di me. Ci sono un'infinità di microscopici dettagli essenziali per la visione d'insieme. Sono sempre io, ma un po' più fitta. Se fossi il soggetto di un impressionista mi troverei esattamente nel momento in cui anche gli spettatori cominciano a cogliere forma e dimensione della figura. Lui mi vede fin dall'inizio, ma gli ci è voluto tempo per essere creduto. E' la fase del ri-conoscimento e della riconoscenza.

Seurat - Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte (1884-1886)



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