mercoledì 10 giugno 2015

Scenografia

Vorrei fumare. Uscire in terrazza, il gesto rilassato dell'accendere la sigaretta, guardare un punto lontano, immaginario, e  godermi qualche centimetro di veleno. Avere una scusa per stare lì, come tutto fosse contorno a quel momento di piacere. Stringermi nelle spalle per il fresco, come lo stessi sopportando mio malgrado. Come non volessi dare la soddisfazione, a quello spettacolo, a quella bellezza blu, di essere lì per lei. Come dire: questa sera è perfetta per caso, sfondo ai miei cinque minuti. Posso sopportarla, stare sola davanti a lei perché sono solo uscita un attimo, parentesi velenosa e balsamica.
Ma non lo faccio. Non sono sufficienti le scuse, non fumo nemmeno. Devo accettare la sopraffazione del perfetto, dell'ideale, dell'unico.

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