martedì 31 marzo 2015

Oggi

mi sento completamente in sintonia con la musica che sto ascoltando. mi si struscia dentro, la sento. ogni testo ed ogni accordo mi riempie perfettamente. mi accarezza, mi tocca, mi prende.


Provo sincero disprezzo per i piromani.

martedì 24 marzo 2015

Il massimo della trasgressione

cibo e caffè fuori orario. che bello. come sarebbe facile la vita se bastassero cose del genere a consolarmi sempre. 

mercoledì 18 marzo 2015

Salvami


Harpagophytum Procumbens


elegance is a state of mind

L'eleganza è proprio uno stato interiore. Quante volte vedo confondere eleganza e ricchezza, bellezza e sfarzo. Questo genere di sovrapposizioni mi pare così becero. Persone vestite bene e ingioiellate che diventano la definizione di "persone eleganti", quando invece emanano una volgarità nauseante. Conosco poche persone veramente eleganti, nobili nell'animo (e di conseguenza anche nell'aspetto). Davvero poche. 

La madama e il baciamano
Lucia Guarneri






domenica 8 marzo 2015

Il dicembre del 1903

E se non posso dire del mio amore –
se non parlo dei tuoi capelli, delle labbra, degli occhi,
serbo però nell’anima il tuo viso,
il suono della voce nel cervello,
i giorni di settembre che mi sorgono in sogno:
e dan forma e colore a parole e frasi
qualunque tema io tratti, qualunque idea io dica.

Konstantinos Kavafis
(traduzione di Nicola Crocetti)


Fabian Perez

venerdì 6 marzo 2015

cum-plicare

Come sei complicata.
Sapessero come mi so scomplicare. Tu lo sai, come è semplice.
Io sono semplice, un foglietto ripiegato. Il tuo sguardo e già mi apro in due.
Le tue mani, polpastrelli sulla piega, e mi allargo ancora, carta silenziosa.
Se mi baci mi distendo, pagina tra le tue dita.
Vorrei sapessero come sono bianca e liscia, quando faccio l’amore con te. Come ogni piega scompaia, come sia pronta ad essere impressa.
Vorrei sapessero come svanisce la mia insicurezza quando vedo le tue labbra.
Quanto mi sembri bella qualsiasi cosa, se la tua voce la raggiunge.
Vorrei sapessero come si scioglie ogni mia rigidità quando mi guardi, così.
Ma non lo sanno, e io sono complicata. Non me ne importa niente. Ma senza di te, questo è quel che rimane. L’immagine di me. Nessuno arriva. Nessuno mi spiega. Io mi accartoccio, mi schiaccio fino a diventare un cubo di carta spessa. Come sei complicata. E poi, mi fa male tutto.


martedì 3 marzo 2015

Sono rare le volte in cui mi rendo conto di non provare nulla. Ma oggi mi sono sentita così, una pietra, di fronte a questa donna sconclusionata e irritante che non sa quel che dice, mi tormenta, domanda, istiga, recita. Mi sono vestita di gomma, nessuna emozione in arrivo. Solo fastidio per la sua presenza, per lo sforzo di doverle rispondere. Fino alla sua accusa: sei fredda. Questo è arrivato, mi ha trafitto, ho provato vergogna. Avrei voluto dirle: è vero, è così, mi fai provare freddezza da un bel po', non ti sopporto, mi hai stancato, voglio ignorarti. Invece un bel discorso falso sui rapporti professionali. Ma non serve, con lei. Non coglie il senso di quel che le si dice, nemmeno delle bugie. Se ne va dicendo il contrario, cercando di sedurre la mia attenzione nei suoi confronti. Mi sento invadere di nuovo da quel fastidio, vattene il prima possibile. Che fatica, sto sbagliando. Ma sono sentimenti, questi, come si possono calibrare??