giovedì 31 dicembre 2015

Era bello

Ho cercato sul tubo la versione orchestrale di questa canzone bellissima, ma lì non c'è. 
E' andato il quindici. Comunque, niente come atteso. Natale e capodanno stanno lì a ricordarti come è andata: in base a come passi le feste, lo capisci. Era bello. Ma quando?
Buon 2016.


domenica 25 ottobre 2015

Sai quando un bicchiere è pieno fino all'orlo, con l’acqua tremolante e gonfia lì lì per traboccare, quando, per bere, prenderlo in mano sarebbe rischioso e allora ti avvicini con le labbra, le appoggi e tiri su l’acqua incontenuta, che sta lì per un pelo… Ecco. E’ così che mi sento, tutte le volte che mi baci.




giovedì 1 ottobre 2015

(ansia)

Tu fai schifo. Sapevo che saresti arrivata a rovinare questo momento. Ma ascolto i Negramaro e li amo, e sto meglio. Vado a ballare e ti sconfiggo. La musica ti fa arretrare perché sei una debole cosa che si schiaccia con niente, che ha paura più di quanta ne fa. 
Non meriti il mio odio, solo l'indifferenza. Io vado avanti, tu fottiti.





sabato 26 settembre 2015

Erica

Mi osservo come fossi davanti allo specchio, solo non vedo il mio riflesso, ma immagini di momenti, passaggi, cose che vedendole tornano alla mente nei loro dettagli. Sono le tessere che compongono questa mattina, la sensazione di novità che sento, la percezione di cambiamento come se si fosse generato nel giro di una notte. 
E così apro gli occhi, come si suol dire. Su di me. Ci sono un'infinità di microscopici dettagli essenziali per la visione d'insieme. Sono sempre io, ma un po' più fitta. Se fossi il soggetto di un impressionista mi troverei esattamente nel momento in cui anche gli spettatori cominciano a cogliere forma e dimensione della figura. Lui mi vede fin dall'inizio, ma gli ci è voluto tempo per essere creduto. E' la fase del ri-conoscimento e della riconoscenza.

Seurat - Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte (1884-1886)



lunedì 31 agosto 2015

Ritorno, torno ancora. Ripiombo nel solito, previsto. Il primo giorno lo yorkshire dei vicini mi abbaia.
Lavatrice, il solito odore (lo desideravo, levare la nera polvere cubana... eppure.). Soliti suoni, le piante appassite, provare ancora a piantare i chiodi in quel muro duro. Voglio appendere la ragazza col mango, lì.
Disfare tutto, riposizionare. Riacclimatarsi.
Italiano, euro, coldplay, acqua senza sodio, sottofondi lounge, imitazioni di sapori, macchina.
Sono sempre stata qui, davvero?
Il mio ritmo sei ore indietro, mi insegue, mi rincorre, ma sono costretta - costretta - a seminarlo.
Hasta luego, non ballo più.

e.

martedì 28 luglio 2015

Viceversa

Ho paura di vederti
bisogno di vederti
speranza di vederti
dispiacere di vederti

Ho voglia di trovarti
preoccupazione di trovarti
certezza di trovarti
miseri dubbi di trovarti

Ho urgenza d’ascoltarti
allegria di ascoltarti
fortuna di ascoltarti
e timore d’ascoltarti

cioè
riassumendo
sono fottuto
e raggiante
forse più la prima cosa
che la seconda
e anche
viceversa.


Tengo miedo de verte
necesidad de verte
esperanza de verte
desazones de verte

tengo ganas de hallarte
preocupación de hallarte
certidumbre de hallarte
pobres dudas de hallarte

tengo urgencia de oírte
alegría de oírte
buena suerte de oírte
y temores de oírte

o sea
resumiendo
estoy jodido
y radiante
quizá más lo primero
que lo segundo
y también
viceversa.


Mario Benedetti


sabato 25 luglio 2015

finally, maybe

Il sabato sera sul divano non fa più paura. Voglio godermi ogni minuto di pace qui dentro, ho il silenzio e il mio ordine, i libri, pagine da riempire. Mi ascolto e mi osservo: sento e vedo me stessa. Non chi vorrei essere, non chi ero. 
Abbiamo fatto pace, anima?

F. Perez

domenica 19 luglio 2015

Germogli

Prima c'erano i rami verdi, e già ne ero contenta. 
Poi sono venute le turgide bolle verdi, gonfie di linfa, e sono stata felice.
Ho avuto cura dell'acqua e della luce affinché decidessero di restare.
Poi, l'esplosione aspettata: dieci fiori bianchi e due rossi, e altre gemme ancora che aspettano di scoppiare. 
Mi sento una mamma che alleva bellissimi figli.

sabato 4 luglio 2015

Sfilo i sandali, ah, amo il pavimento freddo sotto i piedi. Il vestito più leggero che ho, la finestra socchiusa. Si sente la musica di una festa all’aperto. Pochi rumori, grilli, cani.
Manca un pezzo dentro di me. La capacità di consumare la bellezza. Mi manca il respiro come davanti a una sorpresa insopportabile, non ce la faccio. Ho bisogno di spartirla, è troppo, è tutto troppo, e 
io sono stanca.

lunedì 22 giugno 2015

La Giuditta è caduta giù, arrotolata su se stessa, lei, che ha tagliato la testa a Oloferne, ora è stesa sul mio pavimento. Anche le migliori, insomma, crollano.
Se potessi ritrarre un momento di felicità penserei a oggi. Alla Callas che fa trillare i cristalli e alle mie mani sporche di ingredienti - aglio e basilico. Mi farei un’istantanea e la appenderei al frigo
per ricordare come possa anch’io tagliare teste - alla noia e all’abitudine.


lunedì 15 giugno 2015

buchi neri

Ho perso la memoria. O meglio, è lì, ma non ricorda nulla. Si è rovinata, come il cervello di un malato di Alzheimer. C'erano - ci sono - delle incisioni mie. Le mie cose, abituata a vederle come soprammobili. Via tutto. Come aver sbattuto la tovaglia. 
Da un lato penso: sopravvivo. Dall'altro mi viene da piangere. I cambiamenti mi fanno sempre male, anche se mi fanno bene.
E.

mercoledì 10 giugno 2015

Scenografia

Vorrei fumare. Uscire in terrazza, il gesto rilassato dell'accendere la sigaretta, guardare un punto lontano, immaginario, e  godermi qualche centimetro di veleno. Avere una scusa per stare lì, come tutto fosse contorno a quel momento di piacere. Stringermi nelle spalle per il fresco, come lo stessi sopportando mio malgrado. Come non volessi dare la soddisfazione, a quello spettacolo, a quella bellezza blu, di essere lì per lei. Come dire: questa sera è perfetta per caso, sfondo ai miei cinque minuti. Posso sopportarla, stare sola davanti a lei perché sono solo uscita un attimo, parentesi velenosa e balsamica.
Ma non lo faccio. Non sono sufficienti le scuse, non fumo nemmeno. Devo accettare la sopraffazione del perfetto, dell'ideale, dell'unico.

mercoledì 29 aprile 2015

MeccanicaMente

sostituisco l'idea dell'uomo-chiodo con l'idea dell'uomo caccia-vite, nel senso di uno che le insegue, le vite, e le acchiappa.


F. Perez



martedì 28 aprile 2015


Il male

Ti ho fatto male anima mia,
ho straziato la tua anima.

Intendimi.
Tutti sanno chi sono,
ma quel Sono
è anche un uomo
per te.

In te vacillo, cado
e m’alzo ardendo.
Tu tra tutti gli esseri
hai il diritto
di vedermi debole.
E la tua piccola mano
di pane e di chitarra
deve toccare il mio petto
quando esce a combattere.

Per questo cerco in te la ferma pietra.
Aspre mani affondo nel tuo sangue
cercando la tua fermezza
e la profondità di cui ho bisogno,
e se altro non trovo
che il tuo riso di metallo, se non trovo
nulla che sostenga i miei duri passi,
adorata, ricevi
la mia tristezza e la mia collera,
le mani nemiche
che ti distruggono un poco
perché ti sollevi dall'argilla,
nuovamente creata per i miei combattimenti.

P. Neruda

sabato 11 aprile 2015

ali

Sto per cadere,
salto
nel volo allargo le braccia
quel poco
che basta a ricordarmi di essere stata - anche - un uccello
in un'altra vita






sabato 4 aprile 2015

La scia di un dopobarba, quel sapore di uomo - muschio, qualcosa - 
La temperatura che non ti aspetti, la prima settimana di aprile 
Aspettative - vane - 
Brucia la lente a contatto: è sufficiente
per dire
buonanotte.


Fabian Perez



martedì 31 marzo 2015

Oggi

mi sento completamente in sintonia con la musica che sto ascoltando. mi si struscia dentro, la sento. ogni testo ed ogni accordo mi riempie perfettamente. mi accarezza, mi tocca, mi prende.


Provo sincero disprezzo per i piromani.

martedì 24 marzo 2015

Il massimo della trasgressione

cibo e caffè fuori orario. che bello. come sarebbe facile la vita se bastassero cose del genere a consolarmi sempre. 

mercoledì 18 marzo 2015

Salvami


Harpagophytum Procumbens


elegance is a state of mind

L'eleganza è proprio uno stato interiore. Quante volte vedo confondere eleganza e ricchezza, bellezza e sfarzo. Questo genere di sovrapposizioni mi pare così becero. Persone vestite bene e ingioiellate che diventano la definizione di "persone eleganti", quando invece emanano una volgarità nauseante. Conosco poche persone veramente eleganti, nobili nell'animo (e di conseguenza anche nell'aspetto). Davvero poche. 

La madama e il baciamano
Lucia Guarneri






domenica 8 marzo 2015

Il dicembre del 1903

E se non posso dire del mio amore –
se non parlo dei tuoi capelli, delle labbra, degli occhi,
serbo però nell’anima il tuo viso,
il suono della voce nel cervello,
i giorni di settembre che mi sorgono in sogno:
e dan forma e colore a parole e frasi
qualunque tema io tratti, qualunque idea io dica.

Konstantinos Kavafis
(traduzione di Nicola Crocetti)


Fabian Perez

venerdì 6 marzo 2015

cum-plicare

Come sei complicata.
Sapessero come mi so scomplicare. Tu lo sai, come è semplice.
Io sono semplice, un foglietto ripiegato. Il tuo sguardo e già mi apro in due.
Le tue mani, polpastrelli sulla piega, e mi allargo ancora, carta silenziosa.
Se mi baci mi distendo, pagina tra le tue dita.
Vorrei sapessero come sono bianca e liscia, quando faccio l’amore con te. Come ogni piega scompaia, come sia pronta ad essere impressa.
Vorrei sapessero come svanisce la mia insicurezza quando vedo le tue labbra.
Quanto mi sembri bella qualsiasi cosa, se la tua voce la raggiunge.
Vorrei sapessero come si scioglie ogni mia rigidità quando mi guardi, così.
Ma non lo sanno, e io sono complicata. Non me ne importa niente. Ma senza di te, questo è quel che rimane. L’immagine di me. Nessuno arriva. Nessuno mi spiega. Io mi accartoccio, mi schiaccio fino a diventare un cubo di carta spessa. Come sei complicata. E poi, mi fa male tutto.


martedì 3 marzo 2015

Sono rare le volte in cui mi rendo conto di non provare nulla. Ma oggi mi sono sentita così, una pietra, di fronte a questa donna sconclusionata e irritante che non sa quel che dice, mi tormenta, domanda, istiga, recita. Mi sono vestita di gomma, nessuna emozione in arrivo. Solo fastidio per la sua presenza, per lo sforzo di doverle rispondere. Fino alla sua accusa: sei fredda. Questo è arrivato, mi ha trafitto, ho provato vergogna. Avrei voluto dirle: è vero, è così, mi fai provare freddezza da un bel po', non ti sopporto, mi hai stancato, voglio ignorarti. Invece un bel discorso falso sui rapporti professionali. Ma non serve, con lei. Non coglie il senso di quel che le si dice, nemmeno delle bugie. Se ne va dicendo il contrario, cercando di sedurre la mia attenzione nei suoi confronti. Mi sento invadere di nuovo da quel fastidio, vattene il prima possibile. Che fatica, sto sbagliando. Ma sono sentimenti, questi, come si possono calibrare??

domenica 22 febbraio 2015

NaHCO3

Splat. La neve bagnata si schianta sul parabrezza. Mi sento prendere un po’ dalla malinconia, come sempre, in macchina, come sempre, al ritorno. Penso. Che giornataccia ieri. Che figura di merda oggi. Non so come ho fatto a finire incastrata così. Ci ho riso sopra però, è andata…
Carmen Consoli vibra dappertutto. Vorrei saper cantare, forse lo so fare ma non mi lascio mai andare, mi vergogno.
Sdlunk. Il tergicristallo schizza via la neve. Guido male, probabilmente. Lo penso sempre quando trasporto qualcuno Starà per vomitare? Starà pensando che guido male.
Perché sono così? Sospettosa, inquieta, impaziente. Faccio casino, aggroviglio le cose, ne inizio dieci contemporaneamente e vado in tilt. Cazzo datti una calmata. Dimentico le cose che devo fare, dimentico le cose che devo comprare. Quante volte mi son detta di prendere il bicarbonato? Lo dimentico. Dimentico di scriverlo, dimentico di prenderlo… forse non è importante.
Forse sono sempre concentrata sui pensieri sbagliati, che mi succhiano l’energia. Focalizzo una paranoia su cui inchiodarmi, e ciao. Addio bicarbonato, non tendermi la mano dallo scaffale, non ti vedo. Probabilmente sono in un mondo in cui non esisti.
Splat. I fiocchi sembrano sempre gli stessi e invece continuano a caderne di nuovi, io li spazzo via e altri tornano, splat, sdlunk, splat, sdlunk, splat, splat, splat
Non voglio scendere. Fa freddo fuori. Devo salire il vialetto impiastrato di acqua e neve, e i gradini che non ho pulito. Me la cavo, sto bene. Sarebbe bello se qualcuno avesse pulito il vialetto per il mio ritorno.

Notte

giovedì 12 febbraio 2015

Oggi che t'aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice
e la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s'annuncia e poi s'allontana,
così, ti sei negata alla mia sete.
L'amore sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci samo intesi.
Amore, amore, come sempre
vorrei coprirti di fiori e d'insulti.

Vincenzo Cardarelli

giovedì 5 febbraio 2015

Spogliati
da lungo tempo
sulla terra non accadevano miracoli…
Spogliati, spogliati…
io ammutolisco
ma il tuo corpo conosce tutte le lingue.


Nizar Qabbani

domenica 1 febbraio 2015


Tu non sei i tuoi anni,
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Ernest Hemingway


F. Perez

mercoledì 28 gennaio 2015

Piano e con fatica ogni cosa prende forma. 
L'impegno cola tra un'azione e l'altra, mettendole insieme. 

sabato 24 gennaio 2015


Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

Pablo Neruda

venerdì 23 gennaio 2015

un attore che mi piace. bel viso begli occhi bei capelli bella voce. 
l'odore dell'amante che non ricorda il mio.
una canzone che vorrei sentire in macchina.
l'aloe arborescens muore.
libri.
poca acqua, troppa acqua.
il cassetto riempito.
incenso: troppo forte.
un film comico da sola. 
rido. 
piango.

La Sindrome di Stendhal

Kavafis. 
Alla vista della copertina il batticuore.
Alla prima poesia la commozione. Non la ricordo, non so di cosa parli. Ma quella musica, dentro...
Poesia,
Poesia,
Poesia.


giovedì 22 gennaio 2015

riuscire a sentirmi libera. mi immagino su una barca, col vento in faccia, in mezzo al mare. senza trucco. acqua e vento in faccia, così, che mi lavano via e nessuno mi vede, o meglio nessuno mi può vedere. quella convinzione, nessuno mi può vedere, anche quando sono in mezzo a una piazza

domenica 18 gennaio 2015

Penso agli esseri umani. Alla natura che ci ha fatti curiosi, e inventori. Abbiamo scritto milioni di libri, film, dipinto e scolpito. E mai, in una vita, potremo vedere tutto. Una biblioteca fa sentire ignoranti e affamati. Mai riusciremo a leggere tutto. Sappiamo, dentro di noi, che ci stiamo perdendo un sacco di cose bellissime, senza volerlo, per dato di realtà. Ci sono isole ancora sconosciute, pianeti, esseri viventi non ancora scoperti. E non lo sapremo. Non avremo tempo per vedere, assaggiare, toccare tutta la bellezza che c'è... 
Eppure, scegliamo una vita che non permette nemmeno di provarci. Mettiamo radici, diventiamo abitudinari, scegliamo un gruppo di persone da frequentare. E' amaro.
Da un certo punto di vista è così anche nelle relazioni. Siamo in sette miliardi, possibile stare in due, sempre? Io ho paura di questo... E' evidente che quasi nessuno ci riesca, eppure continuiamo a ricreare lo stesso modello, le stesse ferite, lo stesso teatrino. Le stesse regole, che a quanto pare ci stanno strette. Perché?

martedì 13 gennaio 2015

Da furiose terre fuggendo
Clandestinamente t’amo
Dal rabbioso mare giungo
Gridando terra al colore dei tuoi occhi


Di sera

Né quelle storie, durare troppo
Avrebbero potuto... L'esperienza
Degli anni, poi, mi persuase.
Però troppo violento
Fu, nel troncarle, il Fato.
La vita bella quanto fugace!
Oh sfrenato
Letto dove distesi,
Dai profumi esaltati, sperperavamo
Nei nostri corpi il piacere!

Quei giorni di passione li ho riuditi,
Il loro suono mi è venuto accanto,
La giovinezza che bruciammo, un sussulto...
Si attaccò alle mie mani
La lettera, che ritrovai;
Finché la luce non languì, più volte
La ripercorsi

E soccombendo alla malinconia
Per distrarre la mente mi affacciai
Al balcone, perché il fluire
Dell'amata città un po' mi lambisse,
E il trepidare dei commerci, la via...


Constantinos Kavafis (traduzione di Guido Ceronetti)


Fabian Perez



lunedì 5 gennaio 2015

Elenco

di alcune cose che mi fanno sentire che gli uomini sono ridicoli

gli integratori
le lacrime artificiali
la guerra
sta storia di "pulire il bosco" che equivale a tagliare gli alberi (ma che cazzata è?)
le manipolazioni genetiche
l'inquinamento
lo scambiare i mezzi coi fini
il razzismo
gli ingorghi dei centri commerciali
la mafia
le frontiere