sabato 15 novembre 2014

chiedimi

Ti immagino qui che tocchi le mie cose. Ti addentri nel mio caos cercando una logica, senza trovarla. Per questo mi ami. Allora sei qui e cammini, mi senti. Sono nei girasoli, nel mappamondo, sulle coste dei libri, nell’odore d’incenso. Sorridi perché mi vedi nel disordine. Nelle mie esagerazioni. Negli appunti.
Non essere cauto, amore, tocca tutto. Calpesta le piastrelle, appoggiati ai muri, lascia le impronte. Io sono anche te, dove sono è casa tua. (Così dicevi anche tu, una volta).
Non essere timido e apri la mia agenda. Solleva la cornetta. Apri gli armadietti e mangia e bevi.
Tocca i miei vestiti, prova il letto. Fai la pipì, fai una doccia, annusa i miei trucchi. Fruga tra la biancheria. Non c’è niente che io voglio tu trattenga, nessuna esitazione. E se la tua curiosità ancora brucia, aspettami. Tra poco arrivo.




Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.


Erri De Luca

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