lunedì 24 novembre 2014

voglio sentirmi viva
c'è chi dice la sofferenza
ma a volte
non ti senti 
un sacco di carne 
costretto a percepirsi

A. Levasseur

Una sostanza densa forza la mia paralisi. Mi inietto la quiete, ma sento che è artificiale. Si espande improvvisamente come uno sciroppo, cola sui nervi e dà l’impressione di placare. Attutire. Sembra un po’ la morte. Tutto ancora vibra e scalpita, ma contro muri di ovatta. Lo sento, anche se mi tappo le orecchie, perché è dentro di me.

Alexandra Levasseur

sabato 15 novembre 2014

chiedimi

Ti immagino qui che tocchi le mie cose. Ti addentri nel mio caos cercando una logica, senza trovarla. Per questo mi ami. Allora sei qui e cammini, mi senti. Sono nei girasoli, nel mappamondo, sulle coste dei libri, nell’odore d’incenso. Sorridi perché mi vedi nel disordine. Nelle mie esagerazioni. Negli appunti.
Non essere cauto, amore, tocca tutto. Calpesta le piastrelle, appoggiati ai muri, lascia le impronte. Io sono anche te, dove sono è casa tua. (Così dicevi anche tu, una volta).
Non essere timido e apri la mia agenda. Solleva la cornetta. Apri gli armadietti e mangia e bevi.
Tocca i miei vestiti, prova il letto. Fai la pipì, fai una doccia, annusa i miei trucchi. Fruga tra la biancheria. Non c’è niente che io voglio tu trattenga, nessuna esitazione. E se la tua curiosità ancora brucia, aspettami. Tra poco arrivo.




Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.


Erri De Luca

domenica 9 novembre 2014

Io non resisto, penso, guardo la centrifuga. Le mie lenzuola lì dentro sbattute strizzate sembrano bianche. Trrrr. Potrei addormentarmi. I sottofondi somigliano al silenzio, anche i più fastidiosi lo diventano, nella testa. Disastroso.