lunedì 26 maggio 2014

Vorrei dire Addio

A questa gentaglia, ma ci vivo dentro, ne sono sommersa.
Chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia,
o sceglie a caso per i tiramenti del momento,
curando però sempre di riempirsi la pancia!

Che frustrazione credere in qualcosa di giusto e vederlo distruggere dall'ignoranza.
Ma un'idea vera, guidata da veri sentimenti, anche se calpestata non muore... Perciò, teste di latta, non mi avrete.



domenica 25 maggio 2014

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.


Pablo Neruda

Fabian Perez

martedì 20 maggio 2014

Ci sono cose che non capisco

(E a cui nessuno dà la minima importanza).

Ma, per esempio, perché nei film la gente al telefono non si saluta? Cioè, chiudono la chiamata senza dirsi ciao. Com'è possibile?

Perché, nelle pubblicità di alimentari, gli attori mangiano con una punta di labbra un millimetro di prodotto? Perché non gli danno un bel morso?
E com'è possibile che il cucchiaino di yogurt non sia pieno di yogurt che cola anche sotto ma lo contenga soltanto sopra?
E le forchette con gli spaghetti al sugo arrotolati, come possono essere così pulite? 

Boh, ogni tanto ho l'impressione di essere presa per il. 

Ma Capa è più profondo di me... 






domenica 11 maggio 2014

Cosa succederebbe se

A volte, in alcune situazioni, penso a cosa succederebbe se facessi qualcosa di inconsueto, magari anche un reato. Una volta ho pensato, durante una conversazione, di salire in piedi sul tavolo. Una volta, di notte, di provare a entrare in un negozio ripresa dalla videocamera di sorveglianza. A volte penso a cosa succederebbe se uccidessi qualcuno. O se dessi un pugno alla persona con cui sto parlando. Mi capita nei momenti più banali, senza un motivo apparente, se non, forse, la noia. A volte il pensiero diventa così fisso e interessante che quasi mi convinco di poterlo fare, che non esista motivo per cui non possa, come se la curiosità del risultato prevaricasse qualunque remora.