mercoledì 10 dicembre 2014

le vent nous portera

Ho conosciuto l'intimità: nel tuo respiro che volava per la stanza.
Nella forma della mia maglietta su di te, nella colazione e nello spazzolino, nella contemporaneità di pochi gesti quotidiani. L'ho vista nei tuoi occhi posati sulle mie cose, nelle abitudini che ora fai lontane. L'ho scorta tra le mie coperte e in me, svestita e rivestita come sola. 

F. Perez

lunedì 24 novembre 2014

voglio sentirmi viva
c'è chi dice la sofferenza
ma a volte
non ti senti 
un sacco di carne 
costretto a percepirsi

A. Levasseur

Una sostanza densa forza la mia paralisi. Mi inietto la quiete, ma sento che è artificiale. Si espande improvvisamente come uno sciroppo, cola sui nervi e dà l’impressione di placare. Attutire. Sembra un po’ la morte. Tutto ancora vibra e scalpita, ma contro muri di ovatta. Lo sento, anche se mi tappo le orecchie, perché è dentro di me.

Alexandra Levasseur

sabato 15 novembre 2014

chiedimi

Ti immagino qui che tocchi le mie cose. Ti addentri nel mio caos cercando una logica, senza trovarla. Per questo mi ami. Allora sei qui e cammini, mi senti. Sono nei girasoli, nel mappamondo, sulle coste dei libri, nell’odore d’incenso. Sorridi perché mi vedi nel disordine. Nelle mie esagerazioni. Negli appunti.
Non essere cauto, amore, tocca tutto. Calpesta le piastrelle, appoggiati ai muri, lascia le impronte. Io sono anche te, dove sono è casa tua. (Così dicevi anche tu, una volta).
Non essere timido e apri la mia agenda. Solleva la cornetta. Apri gli armadietti e mangia e bevi.
Tocca i miei vestiti, prova il letto. Fai la pipì, fai una doccia, annusa i miei trucchi. Fruga tra la biancheria. Non c’è niente che io voglio tu trattenga, nessuna esitazione. E se la tua curiosità ancora brucia, aspettami. Tra poco arrivo.




Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.


Erri De Luca

domenica 9 novembre 2014

Io non resisto, penso, guardo la centrifuga. Le mie lenzuola lì dentro sbattute strizzate sembrano bianche. Trrrr. Potrei addormentarmi. I sottofondi somigliano al silenzio, anche i più fastidiosi lo diventano, nella testa. Disastroso.


venerdì 31 ottobre 2014

Infine forse ho capito, se sto con me stessa non sono sola. 
Che bello saper scegliere. Dire di no, cambiare, decidere. Fare quello che è giusto per me. Chiedermi ma lo voglio? e capire che il problema non esiste. Parola violentata, problema.
"Le cose sono problemi se le consideri tali".

(autunno mon amour)

domenica 19 ottobre 2014

Devo imparare

a lasciare andare. Sfilare via il mondo dalle persone, sciogliere quel nodo che rende tutto un ricordo. Devo imparare che il mio universo può essere sì condiviso, ma anche solo mio. Posso godermi un disco senza che la ferita si apra, posso rivedere un posto pacificamente. Le storie passano, io rimango, tu rimani, ma infondo non ci siamo più. Una creatura che smette di esistere e con sé porta via: la canzone è, per me e per te, non più quello che era per noi. Torna ad essere una precisa sequenza di vibrazioni e niente più, di cui posso certamente ancora godere, ma in un modo diverso. Probabilmente meno bello, ma anche più reale.

Don Nace

(impossibile)

giovedì 16 ottobre 2014

software di scienza

Mi fossilizzo, mi si cementifica il cervello, in tante cose. Nelle relazioni, nelle mosse di candy crush. Perdo le alternative, perdo tutto, vedo solo i miei piani che saltano, e vado in paranoia. Sbagliato! C'è altro. A volte molto altro, a volte una sola alternativa. A volte niente che si possa pre-vedere, ma con un po' di coraggio e di fortuna ... give up your need for control dice la bustina della tisana. Ghivappati, control. Io non ti voglio!



domenica 12 ottobre 2014

Chagall

"La mattina e la sera mi portava nell'atelier deliziosi dolci fatti in casa, pesce arrosto, latte bollito, stoffe colorate e perfino tavole che mi servivano da cavalletto.
Bastava che aprissi la finestra e d'impeto entravano insieme a lei l'azzurro, l'amore ed i fiori. Vestita tutta di bianco o tutta di nero, già da tempo si aggira come uno spirito nei miei quadri, come ideale della mia arte".

 Il compleanno - 1915


mercoledì 1 ottobre 2014


Da segnalare che oggi mi sono sentita felice. 

La ruota gira


lunedì 8 settembre 2014

La prima cosa a cui penso è un serpente, perché sei vile, strisci dentro, basso nella terra, e poi ti arrampichi sulle mie pareti. 
Poi penso a un secchio di sassi sulla mia testa, che mi sbilancia, che fa fare al corpo uno sforzo enorme per stare in equilibrio.
Ti odio. Ho i sassi anche nello stomaco, tutto quello che mangio sa di pietra quando ci sei. Ti vendi in cambio del possesso, del potere del mio corpo, sei rivoltante, forse proprio perché sono io stessa a crearti. So come renderti potente e aggressivo, sono io stessa a nutrirti, questa cosa mi manda in bestia. Ma sei stupido, ti fai riconoscere, io so che arrivi, poco silenzioso, e ti uccido avvelenando per tempo il boccone che sto per allungarti. 
Crepa, bastardo.

Alexandra Levasseur

mercoledì 27 agosto 2014

domenica 3 agosto 2014

senza parole

Maria e Faris, due anni. Morti insieme alla loro mamma Amani, anni ventitré.
La guerra è ammazzare uno che porta il ciuccio e il pannolino.
La guerra è trovare giustificazioni per averlo ammazzato.
Maledetta sia la guerra, chi la fa, chi ci mette le armi, chi la giustifica. E chi sta zitto.

Cecilia Strada



lunedì 14 luglio 2014

La facilità di scrivere lettere, considerata puramente in teoria, deve aver portato nel mondo un spaventevole scompiglio di anime. E' infatti un contatto con fantasmi, e non solo col fantasma del destinatario, ma anche col proprio che si sviluppa tra le mani nella lettera che stiamo scrivendo. Come sarà mai nata l'idea che gli uomini possano mettersi in contatto tra loro mediante lettere? A una creatura umana distante si può pensare e si può afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane. Scrivere lettere però significa denudarsi davanti ai fantasmi che stanno avidamente in agguato. Baci scritti non arrivano a destinazione, ma vengono bevuti dai fantasmi lungo il tragitto. Con così abbondante nutrimento che questi si moltiplicano in modo inaudito.

Franz Kafka.


lunedì 23 giugno 2014

L'ultimo appunto è grave. Potrebbe apparire come una sbiadita nota a margine, invece sulla mia pelle è spesso e ricalcato. E' un ordine interiore che mi fa implodere: non farlo.
Le parole hanno un nuovo peso e non ti sono gradite. Perché ti danno così pensiero? Sono mie, un regalo, libero me e riempio te di cose taciute ma vive... 
Vorrei la libertà ti fosse amica fedele, non compagna capricciosa.


domenica 22 giugno 2014

Geni fluttuanti

Questa giornata: una tavoletta di cioccolato avvolta in carta dorata.
L'oro di Klimt, il sapore di questo cioccolato in bocca, ora, perfetto. 
Ho in testa chiome rosse, braccia lunghe, bracciali luminosi.
Era così bella la città, lontana e con quello scrigno.
A volte tornare è tanto triste.


lunedì 9 giugno 2014

Less is More

Non amo le orchidee, le margherite sì. La rarità non rende migliori. 

 


lunedì 26 maggio 2014

Vorrei dire Addio

A questa gentaglia, ma ci vivo dentro, ne sono sommersa.
Chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia,
o sceglie a caso per i tiramenti del momento,
curando però sempre di riempirsi la pancia!

Che frustrazione credere in qualcosa di giusto e vederlo distruggere dall'ignoranza.
Ma un'idea vera, guidata da veri sentimenti, anche se calpestata non muore... Perciò, teste di latta, non mi avrete.



domenica 25 maggio 2014

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.


Pablo Neruda

Fabian Perez

martedì 20 maggio 2014

Ci sono cose che non capisco

(E a cui nessuno dà la minima importanza).

Ma, per esempio, perché nei film la gente al telefono non si saluta? Cioè, chiudono la chiamata senza dirsi ciao. Com'è possibile?

Perché, nelle pubblicità di alimentari, gli attori mangiano con una punta di labbra un millimetro di prodotto? Perché non gli danno un bel morso?
E com'è possibile che il cucchiaino di yogurt non sia pieno di yogurt che cola anche sotto ma lo contenga soltanto sopra?
E le forchette con gli spaghetti al sugo arrotolati, come possono essere così pulite? 

Boh, ogni tanto ho l'impressione di essere presa per il. 

Ma Capa è più profondo di me... 






domenica 11 maggio 2014

Cosa succederebbe se

A volte, in alcune situazioni, penso a cosa succederebbe se facessi qualcosa di inconsueto, magari anche un reato. Una volta ho pensato, durante una conversazione, di salire in piedi sul tavolo. Una volta, di notte, di provare a entrare in un negozio ripresa dalla videocamera di sorveglianza. A volte penso a cosa succederebbe se uccidessi qualcuno. O se dessi un pugno alla persona con cui sto parlando. Mi capita nei momenti più banali, senza un motivo apparente, se non, forse, la noia. A volte il pensiero diventa così fisso e interessante che quasi mi convinco di poterlo fare, che non esista motivo per cui non possa, come se la curiosità del risultato prevaricasse qualunque remora.


domenica 27 aprile 2014

#?*+!]/§#!?*

Forse sono identica al tipo di persona che mi manda in bestia. Accidenti .

domenica 6 aprile 2014

Infine sono comunque tutti lontani, dal centro di questa stanza e dal mio cuore.
Sono altrove, in quell'altrove dove c'è qualcosa di meglio, per quanto riescono a crederci. Quel tanto poco che basta per non essere qui, come sempre.

sabato 29 marzo 2014

Schemi

A volte una superficie sembra così colorata; la luce la colpisce e mi scorre nelle pupille, per i nervi, .. Poi m'avvicino e l'idea s'infrange, tutto è diverso, un viola è un verde .
I colori non esistono, o per lo meno non definiscono un oggetto. Qualcuno che apre gli occhi per una sola volta potrebbe morire ritenendo che la neve è azzurrina, il cielo grigio e l'erba e le foglie gialle. E' sbagliato imparare ad associare un colore ad ogni cosa, solo perché per la maggior parte del tempo la luce è tale da rendercela in quel modo. Nessuno crede che la neve sia azzurrina, pur avendola sotto gli occhi; si ritiene sia un'illusione ottica, si pensa comunque che sia bianca. Ma il bianco è la stessa - identica - illusione. 
Forse solo i pittori sono in grado di vederlo.







giovedì 20 marzo 2014

lunedì 17 marzo 2014


Il confine tra gioia e disperazione è così evidente solo in cose del genere.




lunedì 3 marzo 2014

Io

Sono semplice come una pagina che si sfoglia, ridere nelle foto, bere piano le cose bollenti... Cose senza intoppi. Sono semplice, non facile, Ri-solvibile... Da menti acute


Pappagalli verdi

Bombe a forma di giocattolo per far saltare in aria bambini... Ma come si fa a definirci intelligenti



mercoledì 26 febbraio 2014

Non voglio dimenticarti, amore,
né accendere altre poesie:
ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce,
la poesia ti domanda
e bastava una inutile carezza
a capovolgere il mondo.
La strega segreta che ci ha guardato
ha carpito la nudità del terrore,
quella che prende tutti gli amanti
raccolti dentro un'ascia di ricordi.



Alda Merini



Fabian Perez

sabato 8 febbraio 2014

Immagino il mio cervello pieno di torrenti sotterranei, che scorrono in cunicoli stretti, con una pressione fortissima; vorrebbero uscire e zampillare come fontane, ma ho cementificato ogni apertura. E loro premono, s'ingrossano. Devo far saltare i tappi e poi nuotare, stare a galla finché scorre via tutto. E se annego?
La sensazione di affogare sarà inevitabile, pur vedendo la terra o sapendo che c'è.
Come si fa. Solo quando si è al limite ci si decide ad ingoiare una dose così enorme di terrore, invece che affrontarlo a piccole dosi quando se ne ha la possibilità.
E' come non voler vomitare per paura del fiato che si strozza, mentre la nausea toglie ogni forza.

martedì 7 gennaio 2014

" Arrenditi come fanno gli uccelli
ti prenderò come fanno gli orsi e, forse, ti bacerò piano.
Così mi sentirò un uomo, io che sono una colomba. "

Ernesto Che Guevara a Hilda Gadea


Fabian Perez



sabato 4 gennaio 2014

Il dolore addomestica i miei gesti, li mortifica in riflessi, automatismi senza senso. All’azione non segue alcuna reazione, è fine a se stessa, completamente vuota. Accendo il computer, svuoto un kiwi col cucchiaino – incredibile, è così che mi sento – verso l’acqua bollente sulla bustina. Forse neanche i sapori mi sorprendono.
Ho finito il libro nella vasca da bagno e come nulla fosse l’ho chiuso, sprofondando nell’acqua. Eppure so di aver amato quei personaggi. Sono così abituata ai distacchi che recitare indifferenza è ormai consuetudine, non farlo sarebbe patetico, avrei torto. Forse però non mi sono ancora arresa al non-amare… solo mi difendo. Chissà se la vita ne terrà conto.