martedì 19 novembre 2013

Non mi curo di me, mi disintegro, il peso del rifiuto scompone anche gli animi più volenterosi.
Sei lontano, la tua scelta è lontano da me, mi abbandoni come un cane in autostrada. Mi fai viaggiare a cento chilometri orari e poi apri lo sportello, scendi, mi dici, è stato bello, ora scendi. Cosa cazzo faccio in mezzo a un’autostrada, diventi un puntino, cosa cazzo faccio.
Sono una spostata, questo pensano di una ferma nella piazzola di sosta. Cos’altro sono. Solo un corpo appoggiato. Il pensiero della tua presenza che svanisce mi contorce. Com’è possibile la fine dell’amore. Com’è possibile volerlo. Cosa non ami più di me, amore, cosa, dimmelo e io lo getto via. Strappami di dosso ciò che non ami, distruggilo, e prendimi. Non sei più nemmeno un puntino, sei un pensiero, sei già un ricordo, non sei più niente. I ricordi non esistono. Sono in lutto. Sei morto. Il mondo ti ha risucchiato, non hai senso di esistere lontano da me, non ha senso il pensiero di te. Anche io sono morta, questo involucro pulsante non esiste senza il tuo. Marcirò qui in piedi sull'asfalto, mi decomporrò di fronte alle macchine che passano, altri noi che corrono, prima di abbandonarsi. Mi mangeranno i vermi, gli insetti, le mosche, resteranno i vestiti per le tarme. Io non mi muovo, non so cosa vuol dire muoversi. Sarò un nido di schifose larve che si nutrono di dolore. Starò qui fino a quando non l’avranno ingoiato tutto, fatto sparire ogni traccia dello schifo che sono. Starò qui fino a quando mi avranno digerito, quando sarò un rifiuto odioso. Tu corri lontano, non mi scegli, mi uccidi consapevolmente, corri verso il tuo suicidio. Ti amo da questo pezzo di asfalto, sudicia, sciolta sul catrame, immonda, inconsistente. Tu sei la mia inesistenza. *





*Sto bene, mi lascio solo un po' prendere la mano.

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