venerdì 30 agosto 2013

Amputare tutte le diramazioni: un cerchio di colore semplice, visibile.
Definibile.
Allora ciò che è banale, banale risulterebbe.


sabato 24 agosto 2013

Sensazione

Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna.

Rimbaud





mercoledì 14 agosto 2013

Ottimismo.

Devo smettere di dare una ragione romantica a tutto quello che accade. La gente sceglie per interesse, tutt'al più a caso. 
Il mio medico non ha scelto la specializzazione in dermatologia perché ritiene la pelle un bell'organo. 
Anche se ho raccolto le carte di caramelle, non cambia niente.
Pinco sposa Palla perché è così che vanno le cose, si emozionano anche.
Dono il sangue per sentirmi migliore.
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Mi intristisce. Siamo animali ammalati. 



lunedì 12 agosto 2013

Viuamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum seueriorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt;
nobis cum semel occidit breuis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum;
dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus inuidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.


Viviamo, Lesbia mia, e amiamo
e non badiamo alle chiacchiere dei soliti vecchi troppo severi.
Il sole tramonta e poi risorge,
ma noi, una volta che il nostro breve giorno si è spento,
dobbiamo dormire una lunga notte senza fine.
Dammi mille baci, poi cento
poi altri mille, poi ancora cento
poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
continueremo a baciarci senza pensarci,
per non spaventarci e perché nessuno,
nessuno dei tanti che ci invidiano,
possa farci del male sapendo che si può,
coi baci, essere tanto felici.



Catullo

martedì 6 agosto 2013

anestesia

Esplodono microscopici errori. Capillari rotti, macchie blu. La pelle si rovina. 
Cerco il modo di anestetizzare la superficie del corpo
il mondo non può più entrare, non ho più spazio, la mia pelle è già tesa al limite, persino il sangue vuole uscire, si accumula in pozzanghere scure. 
Tappare ogni cosa, bocca, pupille, narici, niente sapori, niente luce, niente odori, per favore, non ho spazio, un solo altro dettaglio e uscirò da me, scoppierò fuori, il mondo mi butterà fuori dal mio stesso corpo  ..
Mi sto crepando e non ho idea
se cadranno pezzi di ceramica vecchia o ci sarà la carne viva, sotto, esposta alla luce.
Se filtrerà dentro un aria virulenta o sprigionerò da queste crepe un profumo un po' più dolce.
Devo solo aspettare, quest'attesa è paurosa, terrificante. Tutto è possibile, ma io non lo voglio. 
Mi accontenterei dei miei desideri.





lunedì 5 agosto 2013

Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi 
                                                                                  capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua 
                                                                                       bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.


Pablo Neruda