giovedì 25 luglio 2013

Come sono fatta... ?
Non so dove ho certi nei, non me lo ricordo...
Forse ho bisogno di qualcuno che riesca
a
vedermi, in assenza di riflessi. A togliermi la pelle morta dalla schiena, a slacciarmi i vestiti da dietro, a passarmi la sciarpa attorno al collo... 
La mia schiena è quasi un mistero, conosco meglio quella degli altri.
Così il viso poche volte appare allo specchio, mentre osservo decine di facce...
I bambini che si guardano riflessi non sempre si riconoscono: chissà cosa provano nel momento in cui si rendono conto di essere se stessi!







8 commenti:

  1. Vale lo stesso la mappa immaginata di schiena e nei? Perchè in questi giorni ne sto componendo une a magari potrebbe servirti. Comprende anche valli,città, fiumi e colline.

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    1. Parte lì dove inizia, e termina lì dove finisce, ma nonostante questo è difficile trovarne i confini. Occupa molta più carta di quella che serve per tracciarla, e nonostante per disegnarla basti l'inchiostro di una penna, ne serve molto di più. E' curva lì dove è diritta, e diritta proprio nei punti in cui si incurva. Ha un percorso lineare che è difficilissimo da seguire, e per quanto la si possa attraversare tutta in una sola giornata, è praticamente impossibile uscirne. Bagnata da un raggio di sole, si illumina sebbene non rimandi alcun riflesso; ciononostante, la luce la percorre tutta, ma senza scendere ne salire.
      Sebbene sia sempre uguale a sé stessa, non lo è mai, e anche se guardandola rimane sempre identica, essa muta ad ogni sguardo. Toccata, ti tocca. Baciata, ti bacia. Spiegata, è incomprensibile. Narrata, è priva di senso. Discussa, è priva di conclusioni.
      Solo i pazzi, e gli innamorati, possono dire di aver visto il suo vero volto, e solo per pochi istanti. Si svela quando si nasconde, e quando la si riesce a vedere è nel momento in cui non appare allo sguardo.
      La cosa forse più straordinaria è che è composta d'acqua; ma - soprattutto - degli spazi che stanno tra un atomo e l'altro, e tra i suoi protoni e i suoi elettroni: piena, è fatta di vuoto.
      Respira l'aria che le scorre addosso, ed è calda, o fredda, senza tenere in minima considerazione il tempo che fa.
      Un viaggiatore che non conoscevo, e che non si era mai mosso da casa sua, un giorno mi disse che è attraversata tutta da una lunga catena montuosa, e che le aquile fanno il nido sulle sue cime. Ha due laghi d'acqua salata, più altri piccoli laghetti. Il sole che sorge e quello che tramonta la tingono di rosa, ma alla fine è sempre lei a scegliersi i suoi colori.
      Avvolta di nubi, è meravigliosa. Serena, lo è forse di più. Ci sono molti accessi alle sue città, ma da nessuno di essi si può entrare. Diversamente, sono poche le strade per uscire, e raramente percorse.
      Muta seguendo la luna e la marea.
      Accoglie i gatti nei suoi punti più riparati.
      Fa da scudo alle emozioni come se fosse una parete.
      .
      Altre cose mi ha detto quel viaggiatore, ma non ha aggiunto nulla. "Quando decidi di partire per esplorarla," mi ha detto "E' nel momento in cui hai già terminato il tuo viaggio. Ed è proprio nel momento in cui ti fermi, che il tuo percorso sta per iniziare."

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    2. Sono esterrefatta. Se l'hai scritta per me non so davvero cosa dire.

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  2. Beh, ovvio che l'ho scritta per te! E in effetti rileggendola devo dire che non è male... ma tu esageri! Sono lusingato!

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    1. Per me e su di me?
      Continuo a restare muta in merito. Solo grazie!

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