mercoledì 31 luglio 2013

consacrarsi a un nano da giardino



Certo, vieni, io ti aspetto, non ho nessun altro desiderio. Mi preparo, mi specchio, mi profumo, mi agito, apro la porta, sbircio dalla finestra. Sei il fine, la fine, l'inizio, il tempo, lo spazio. Vieni, occupami, distraimi, concentrami, guariscimi. Ti aspetto, nient'altro, ti desidero da ogni nervo. Spengo il telefono, spengo la luce, spengo ogni cosa che distolga l'attenzione da te, dal pensiero di te, dalla tua forma che passa la soglia. Sei pura, incantata, fresca, sei il mio destino. Vieni.



giovedì 25 luglio 2013

Come sono fatta... ?
Non so dove ho certi nei, non me lo ricordo...
Forse ho bisogno di qualcuno che riesca
a
vedermi, in assenza di riflessi. A togliermi la pelle morta dalla schiena, a slacciarmi i vestiti da dietro, a passarmi la sciarpa attorno al collo... 
La mia schiena è quasi un mistero, conosco meglio quella degli altri.
Così il viso poche volte appare allo specchio, mentre osservo decine di facce...
I bambini che si guardano riflessi non sempre si riconoscono: chissà cosa provano nel momento in cui si rendono conto di essere se stessi!







mercoledì 17 luglio 2013

Uno strascico d’ansia mi perseguita. Ho fatto tutto, mi ripeto. Eppure la sensazione di aver lasciato qualcosa d’incompleto non svanisce. Sì, c’è un libro della biblioteca dimenticato, ma non può procurarmi tanto disordine. C’è un acquisto da fare, ma l’ho bene in mente e nemmeno lui può disturbarmi a tal punto. Non riesco a capire cosa manchi, cos’abbia dimenticato di così importante da tormentarmi anche se è sparito. Il mio cervello ha sicuramente registrato qualcosa, come un’immagine di cui ci si rende conto solo dopo tempo, quando è già fuori dal campo visivo. Può darsi sia solo una sensazione, reale quanto i miei incubi. Forse è solo la liberazione improvvisa da un impegno, o il cambiamento percepibile della mia vita di adesso. 
Ho una dannata paura di perdere tempo, e non so per cosa.


giovedì 11 luglio 2013

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, sentieri di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle tra i capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

Pablo Neruda