mercoledì 29 maggio 2013


Tanti giorni, ahi tanti giorni

vedendoti sì ferma e vicina,

come lo pagherò, con che cosa?



La primavera sanguinaria

dei boschi s’è risvegliata,

escon le volpi dalle tane,

bevon le serpi la rugiada,

con te io vado tra le foglie,

tra i pini e in mezzo al silenzio

e mi chiedo se questa gioia

dovrò pagarla, come e quando.



Di tutte le cose che ho veduto

te voglio continuare a vedere,

di tutto ciò che ho toccato,

solo la tua pelle voglio toccare:

amo il tuo sorriso d’arancia,

mi piaci quando stai dormendo.



Che posso farci, amore, amata

non so come amino gli altri,

non so come prima si amarono,

vivo vedendoti e amandoti,

naturalmente innamorato.

Mi piaci ogni sera di più.



Dove sarà? – vado chiedendo

se i tuoi occhi scompaiono.

Come tarda! – penso e mi offendo.

Mi sento povero, sciocco e triste,

e arrivi e sei una raffica

che vola giù dai peschi.



Per questo ti amo e non per questo,

per tante cose e sì poche,

così dev'esser l'amore,


socchiuso e generale,

particolare e pauroso,

imbandierato e a lutto,

fiorito come le stelle

e smisurato come un bacio.



Pablo Neruda


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