martedì 26 marzo 2013

Rigattiera

Giorni come questi ho bisogno di te. Di raccontarti tutto, soffiare i miei pensieri nelle tue orecchie, tutti quanti, mentre sto con la faccia contro la cartina e leggo i nomi di città che non vorrebbero chiamarsi così, mentre riesco a deglutire la pillola con l'acqua, mentre sto a gambe incrociate sul letto a far niente, mentre picchio la cassa sul tavolo. 
Ma lo sai che viaggi ho fatto? Cosa mi è successo quel giorno? Come mai ho certi segni?
Ma dove sei? Perché tardi? Perché non chiami, non capiti? Perché non senti?
Mi sto gonfiando di cianfrusagile che luccicano, mi sembrano tanti diamanti persi. 



mercoledì 20 marzo 2013

Spugne

Quindi tutto è relativo, bellezza inclusa. 
Sostanzialmente relativo all'ignoranza, nel senso letterale del termine.
Certo, per qualcuno che non ha mai ascoltato Beethoven o i Pink Floyd, la musica dei Modà può sembrare il Paradiso.
Così come a chi non ha mai letto Merini, Montale o Neruda può sembrare insuperabile quello che scrivo io.
Ma è giusto giudicare in questo modo l'arte? Suona artificioso. Mi sforzo, sì, di cogliere le cose per come sono, ma è tremendamente impossibile.


mercoledì 13 marzo 2013

AssurdaMente

Passandomi l’olio di mandorle sulle labbra
(dicevi: morbide)
mi chiedo in quale luogo vada a finire quel che è stato, se esiste un posto in cui prosegue, 
di vita propria
un pianeta, quei punti più luminosi degli altri, dove le fini vanno a non-finire.


martedì 12 marzo 2013

Polaroid

Mi accorgo di essere spettinata mentre i finestrini del treno mi scorrono davanti. 
Chissà se le erboriste si sono accorte della mia assenza. Henné mogano ne venderanno?
Il musicista con la bretella incastrata mi ringrazia.
La maglietta bordeaux sotto a questa, farò così. La prendo. 
Che bella coppia. Mi capiterà mai?
L'odore dei fiori recisi mi ricorda il cimitero.
...
Dedicarti il mio sguardo sull'ombrello
la nostalgia di un luogo che non mi appartiene più
la voce alla stazione che elimina il tuo paese dalle corse
...
La notte contro il finestrino mi rimanda indietro.
L' uomo mi sfiora e vorrei appoggiare la testa alla sua spalla.
I cartelli delle stazioni sono al buio, non faccio mai in tempo a leggerli.
Quando ha iniziato a piovere?
E' chiuso, è chiuso, devo andare senza il biglietto, mi sento nuda.
Ho cambiato le lenzuola. Il conforto di quel colore liscio è impareggiabile.


lunedì 4 marzo 2013

Io mi salvo da sola, con le pagine incollate di Spoon River.
Con le parolacce, i mucchi di cose che sembrano ordinate, le trascrizioni sul quaderno.
Io mi salvo, mi arrampico, non dormo sulla collina.
Il sudore che mi gocciola in bocca è mio. 
Io mi salvo perché sono capace, mi scaldo il letto da me.
Io mi salvo e ti sopravvivo.