domenica 27 gennaio 2013

Sete di te m'incalza



Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.



Pablo Neruda

giovedì 24 gennaio 2013

Oggi mi avete fatto male tutti.
E io non resisto.
Questo rumore mi spacca le ossa. Mi si allaga il corpo di odio.
Mi solleva il pensiero di lavorare il doppio.
Mi sollevano il sudore e il pianto.
Mi solleva questo telefono del cazzo finalmente spento.

E la musica. 
Finale eterna perfetta musica.


martedì 15 gennaio 2013

Per sempre tuo, Cyrano.


Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.


giovedì 10 gennaio 2013

Studio

Tu devi conoscere
La condizione che produce il mio riso.
Toccare sul mio viso un brillantino,
Di quelli che appaiono, senza sapere come
Avvicinare ciò che le mie papille gustative aspettano.
Ma tu non sai, cos'io ami.
E ignori la sensibilità al colore
Mentre io ti scopro, dietro al vetro.
Mentre tu mi tocchi e non impari.


martedì 8 gennaio 2013

Resto

Ogni volta che passo dalla stazione
la tentazione è la stessa: prendere, andare. 
Una partenza per Trieste, Venezia, sul tabellone, basta a farmi trasalire. 
Vorrei sparire e avvisare poi, dai binari: "vado via".
Neanche lontano, col corpo. Anni luce con la mente.
Qualche giorno, tempo di trovare una scusa per restare. O per tornare.




domenica 6 gennaio 2013

Souvenir

Un pensiero veloce nel buio, la mano verso la luce.
Guardo il lenzuolo, cosparso di perline, il mio polso: nudo. 
Anche questo ha ceduto. Nylon vecchio, giochini con le dita... Mi sento male per questo filo rotto. Perché adesso? Perché stanotte?
Cerco i ciondoli, in mezzo alla confusione che prima creava una bandiera. Il cuore, la tartaruga. 
Faccio scivolare tutto nei palmi e me ne libero, nella ciotola, sapendo che mai andrò a ripescare.
Era l'ultimo. La paura di dimenticare si era insinuata in quei nodi, nella chiusura, tra i coralli. Ora che è sgusciata fuori, non so che fare. Credo alla leggenda del desiderio, ma non ricordo cosa volessi allora, mentre lo allacciavo. Cerco di sostituirlo con una foga che mi eviti di pensare che non è lo stesso. 
Invano.
Il mio polso resterà nudo 
a ricordarmi il ricordo. 


martedì 1 gennaio 2013

Maria Callas

Di propositi basta, non servono.
Piuttosto sogni e speranze: me l'ha suggerito una stella cadente, stanotte, dal cielo pulito da ogni sparo, tra il Carro e qualche altra costellazione. 
Sogni, speranze. Giusto perché serve una data per cominciare ad averne. 
Buon anno!

(Ho vinto)