domenica 9 dicembre 2012

Di-scorsi

Raccolgo le briciole tentando di farne una mollica. Le raggruppo, le rigiro, le dispongo... Restano briciole. 
E lo so, lo so, sono sotto il tavolo. Non ci arrivo. Caviglie, scarpe, e quel che cade giù.
Più lo so più mi tormenta. 
Mi infliggo le lettere del marito innamorato, pensando al nome di una figlia. Mi infliggo i film e le canzoni e la poesia, sapendo
che mai avrei pensato di volere qualcosa di meno.
Eppure,
resto.
Dove l'assenza di quel che immagino mi consuma.



5 commenti:

  1. Dì, scorsi il tuo post, e pensai: sei davvero tu dunque l'ultima dei romantici settecenteschi? Io, che molliche sotto la tavola non posso averne in quanto il mio cane Maccarone se le spazzola tutte, dalla mia una di notte ti mando questo messaggio: ah, vincente! Avvincente. Dovremo parlarne, prima o poi, di quale caos seminare su questa terra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "(...) Luna di notte su cieli diversi.
      E Dio a cercare te, ma latamente.
      L'una di notte su cieli di versi. Ed io a cercare te. Malatamente."

      Claudio Marini

      Elimina
    2. l'ascia lascia, e accetta l'accetta.

      Elimina
    3. Facile, da te non me l'aspettavo.

      Elimina
    4. il sonno mi rodeva le caviglie. non sono imputabile.

      Elimina