lunedì 29 ottobre 2012

La vita è molto più grande di una definizione, ma

partiamo dal presupposto che le parole esistono perché ognuna di esse ha un significato, e dal fatto che se esistono i sinonimi non è perché avanzavano delle lettere, ma perché ognuno di essi ha un senso diverso a seconda dell'uso che se ne fa.
Detto questo, resta da capire cosa ognuno di noi intenda realmente quando parla, cosa  spinge a scegliere quella parola piuttosto che un'altra. Troppe volte, secondo me, è solo imitazione, per non dire pigrizia. 
Oggi sono arrabbiata per questo fatto. La gente parla a sproposito.
Se dico a una persona che la amo, devo avere stampato in testa cosa significhi, e non è che sia poi tanto arbitrario. Stronzate i discorsi del tipo: l'amore è sofferenza. L'amore è amore, la sofferenza è sofferenza, la cattiveria è cattiveria, l'odio è odio. Mi son rotta di sentire che l'amore è questo e quello, e che comporta questo e quest'altro. Col cazzo che l'amore è altro da amore. 
Non sto banalizzando, siamo noi a volere le cose complicate, e a credere che il resto sia superficiale. La storia è semplice, e la noia è un altro problema!
(Domani avrò cambiato idea, ma questo è un altro discorso).




1 commento:

  1. A due giorni di distanza l'una dall'altra, speculazioni in un certo senso concatenate..
    e' cosa ardua capire cosa voglia dire effettivamente una persona quando parla, questo perché condivido quell'opinione secondo la quale una sola parola possa avere addirittura 23 significati diversi tanto la realtà è plurima ( e tanto la soggettività di quella persona va ad influire a livello di attribuzione di significati). E quindi niente, è un bel macello
    Un saluto
    E.

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