martedì 25 settembre 2012

38,qualcosa

In questi giorni febbricitanti (devo scrivere guardando il meno possibile lo schermo) ho gli occhi in fiamme, e la fronte e le guance su cui si potrebbe cuocere un'omelette (parola che attualmente mi rivolta lo stomaco).
Il punto, è che in questo delirio focoso penso tanto che vorrei un cantastorie. Uno seduto con me sul divano, che mentre tengo gli occhi chiusi mi racconti cose che devo sapere, storielle, pezzi dei miei libri di studio, cose che faccio fatica a leggere. Sforzo disumano scorrere le pagine, il movimento degli occhi è un giro di montagne russe a ogni riga. Ma voglio rendervi partecipi, anche perché mi rompo veramente le palle a non fare altro che ingollare tachipirine. Il cantastorie sarebbe perfetto, che ogni tanto mi baci la fronte con le sue labbra fresche...
Sono incandescente. Un rottame a cui hanno dato fuoco per scherzo. Assurdo, qualche grado in più ed è il caos totale! Come siamo poco credibili.
Comunque, sono giunta a questo punto: fottiti, virus o batterio che sei, se il mio corpo si incazza ancora un po' finisce che ti carbonizza, per cui mi fido di lui. Scommetto che il paracetamolo per te è il miglior dessert possibile. Ebbene io resisto! (Per adesso, poi vediamo...)

Mamma diceva sempre (da leggere alla Forrest Gump): "quando hai la febbre, straparli".


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