martedì 29 maggio 2012

La paura inchioda, ci rende prede ferite.
Nascoste nell'erba, sensibili a qualunque spostamento, attente ai respiri e alle ombre. Sgomente.
Ci fa sentire il nostro odore più forte, i battiti del cuore amplificati.
Sappiamo di essere cibo per i demoni, aspettiamo solo che passino senza vederci.
Aspettiamo 
che scelgano qualcun altro. 
Siamo lepri con le zampe rotte, col sangue che imbratta la terra. Siamo tremori d'ombra.
La paura stordisce, e, pure, accende ogni centimetro del corpo. Allontana la fame, il sonno. Si riprende l'istinto. 
Si riprende quello che siamo.


lunedì 28 maggio 2012

27.05.2012

Sono morti 32 bambini in Siria, ieri. 
Non posto qui il video di questa strage, anche se finché si parla di numeri si dimentica in fretta.
Ho il voltastomaco.
Dovremmo sentirci morti tutti, trentadue volte.

Rest In Peace.

domenica 27 maggio 2012

Fatto.

Mettiti pure qui davanti al cielo...
Non mi va di rifare lo scatto. Sei una meraviglia mentre non guardi l'obiettivo, mentre ti sistemi i capelli, mentre cerchi il modo di vincere l'imbarazzo del mio occhio puntato. Ecco, visto,  non te ne sei neanche accorto. 
...
Che mondo vuoi?
Scrivilo qui, è indelebile.

Io...

... voglio un mondo in cui ci sei.



giovedì 24 maggio 2012

Oro

Oggi ho guardato il polline appiccicato alla ringhiera, la tromba delle scale, lo strato di polvere sul ferro, i mozziconi indegni sui gradini.
Ho in testa gli occhi di P.
Non saprei nemmeno dire di che colore siano. Ci vedevo dentro un campo di grano, a metà tra l'essere verde e l'essere maturo.

Ipnotici, grandi, centrali.
... Stanchi.

Guardavano me, guardavano fuori, guardavano il muro. Grano nel sole.
Ho in testa le cicatrici. Sfregi, solchi, punture.
... Dolori.

C'è dell'altro, lì dentro. Storie che non saprò mai.
Buona vita, kaleidoscope eyes. 
Buona fortuna.



mercoledì 23 maggio 2012

23.05.1992








Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo, Rocco DiCillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro.

Grazie.

lunedì 21 maggio 2012

Affondo

Nei prati c'è l'erba alta. Corro sui binari e penso
ai capelli che si piegano nel vento. All’odore delle chiome,
sapone, papavero, 
ad Al Pacino nel film.
Chissà perché questi fiori crescono qui in mezzo, tra i sassi ed il metallo. Sembrano schizzi di sangue.
Quel seme è in grado di stordire
esattamente come l’odore di una chioma.
Che morte serena sarebbe:  “
 addormentata scalando 
una montagna di capelli ” . 
Cammino nella striscia di terra, le braccia all' all'altezza degli steli
fanno il solletico ai palmi e un po' pizzicano le caviglie. 
Il cane è un' onda verde che si sposta. 
Margherite, Soffioni, Botton d'oro, Soffioni, Margherite, Margherite, Non Ti Scordar Di Me, Soffioni, Botton d'oro, Soffioni, Margherite, Non Ti scordar Di Me, Non Ti Scordar Di Me, Non Ti Scordar Di Me, Non Ti Scordar 



sabato 19 maggio 2012

19.05.2012

Sono senza fiato per quanto accaduto a Brindisi.
Nel momento in cui si spara sulla cultura, sulla gioventù, sulla libertà di pensiero, 
è già tardi.

In questi giorni in cui si invocherà il silenzio,

io offro tutta la mia rabbia, tutte le parole e tutti i pensieri che questa violenza tenta di anestetizzare. 

Mi fate schifo.


Erica

mercoledì 16 maggio 2012

Poesie e altre poesie

Afferro, ma forse più dovrei accarezzare, la copertina bianca del mio libro. Ha i suoi momenti, non è ogni volta adatto. C’è bisogno di uno stato d’animo, forse una postura, il cervello da qualche parte spappolato.
Mi cade addosso il disco. Ah già, l’avevo infilato qui. L’ho ascoltato solo un Sabato,
nell’ appartamento freddo, guardando il soffitto: imbiancato.
Le parole che dicevi le ho cercate, ma le ho scovate in troppe tracce. Non so quale sia ora quella di cui raccontavi, non ho parole per chiedertelo.
In ogni caso spoglio, sfoglio, mi inabisso. Nelle colonne frastagliate dei versi, nell’odore della carta.
Faccio le orecchie a ciò che non sopporto, vorrei urlare dalla finestra di scoprire quella riga, quell’andare a capo. Il margine è perfetto, perfetto è il carattere. Avanzo, fino alla fine. Fine prestabilita, indicata dal punto, dall’indice, note e postfazione. 
Incredula, stupita, innamorata. Infondo sono in pace. 
Richiudo le ali al petto, in preghiera. Mi raccolgo nella mia meraviglia.

Buonanotte. 

lunedì 14 maggio 2012

13 Maggio: fran!


[...]
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri.
Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.
Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran.
Non c'é una ragione.
Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran.
Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran.
O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran.
Non si capisce.
E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto.
Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi "io devo andarmene da qui". Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave".
Ci rimasi secco.
Fran.
[...]

A. Baricco - Novecento

domenica 13 maggio 2012

Sogni

Ci alziamo, increduli di aver sognato quello che abbiam sognato. 
Ma fingiamo, simulando stupore, di non sapere.
E' così ovvio
che io sogni di ridere...
Non sono altro che desideri, difficili da dire, paure tremende, che albergano sotto la pelle.
La mancanza di coscienza pare una buona giustifica, come fosse il cervello di un altro...
Siamo così bugiardi da avere il continuo bisogno di non-essere-noi. Di un bicchiere per dire la verità, di un orgasmo per parlare d'amore, di un sogno per vivere quello che non realizziamo.



sabato 12 maggio 2012

Fabuleux Destin


Ho voglia di uscire e correre a caso, prendere il primo che passa e parlarci tutta notte, fumare, fare qualche cosa assurda, noleggiare le biciclette e girare a vuoto, fare colazione alle quattro dal panettiere, recitare le poesie che si imparano alle medie, ridere a squarciagola, (chissà perché questo tipo che immagino ha la barba?), strapparmi i vestiti cadendo in un'aiuola, riempirmi di sto polline bianco che sembra neve, gridare, scoprire un vicolo storto di questa città madre puttana e suora, stancarmi da morire, addormentarmi su una panchina verde e svegliarmi ancora così, 
felice, fresca, matta, rugiadosa, profumata .




giovedì 10 maggio 2012

She's a superfreak!


Olive: Vorrei dedicare questo numero a mio nonno, che mi ha insegnato tutte le mosse.
Presentatore: Oh, sentite come è dolce! È qui? Dov'è tuo nonno adesso?
Olive: Nel bagagliaio della macchina.




Oggi va così :)
(Saranno i Pioppi?)



mercoledì 9 maggio 2012

Nucleus Accumbens

E' buffo come ci impegniamo a catalogare i sintomi, appiccicarci i cerotti e disinfettarci in continuazione, senza mai voler capire perché ci siamo fatti male. Ci farebbe sentire idioti scoprire di essere maldestri, o distratti, o semplicemente stanchissimi, di procurarci le ferite con un niente...
Allora continuiamo a incerottarci, a prendere il maalox, il paracetamolo... 

Ci ridurremo polpette, chimiche e bendate?
No. Io sto così perché spero sempre che sia la volta buona.
Perché ho il guscio di carta, perché non vedo l'ora di cadere in trappola.
Perché sono una pappamolla, perché mi piace ingrabugliarmi...

Mi sento idiota, ma suturo  - definitivamente - la ferita. (E a mente serena).





martedì 8 maggio 2012

Nevica


Non molto lontano da qui 
la gente escogita affannose corse 
in preda all'ansia di tornare al punto di partenza
e dimentica 
il peso della posta in gioco,
e il come e il quando, mentre fuori piove…


Ed è innaturale come a volte ci sforziamo di ignorare 
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni,
il margine di errore 
di un'incessante sottrazione.


lunedì 7 maggio 2012

Arte

Il tuo volto invecchia sotto il mio sguardo.
Corro intorno ai tuoi occhi, in mezzo alla fronte, lungo il collo
ed ecco che appaiono i solchi
del tempo che passo con te.
Quella sono io, ho scavato la fossetta delle tue guance.
Vivo tra la tempia e le ciglia
sono il contadino del campo.
Il tuo volto è il mio specchio, la mia scultura.
Il tuo volto è il mio sguardo che passa.



domenica 6 maggio 2012

Confini

Non ho un posto in cui piangere, un secchio in cui vomitare.
Se lo faccio mi sporco, di l
acrime e di vomito.
Non ho un posto dove evitare di piangere, uno dove evitare di vomitare.
Metri di argini,
mi cola il cemento nei canali.
Certi spigoli restano fuori, 
il resto asciuga e impietrisce.
Pochi luoghi mi accolgono, pochi raggiungo. 
Non so dove andare..
Nemmeno a ridere.







giovedì 3 maggio 2012

Trainspotting

Amo questo film come ogni film sincero
e questa canzone come quelle cose che non c'è bisogno di spiegare.



mercoledì 2 maggio 2012

(di)amanti

Così distratti che ci feriamo in continuazione
e sanguiniamo
vittime dei pensieri che ci sorprendono.
Ci incontriamo di notte per leccarci le ferite
e il nostro sangue infondo è simile:
eternamente pazzo
eternamente in fuga.