lunedì 16 aprile 2012

segreti



Si muoveva lentamente, come un gatto nel buio. 
A un tratto - un' eternità – mi sfilò il pacchetto di sigarette dalla tasca. Lo aprì, ne prese una, la guardò a lungo. Se la mise in bocca. Non so quanto la tenne lì, la guardavo ipnotizzato, in attesa. Quelle labbra e quel veleno, così vicini, erano di un’incongruenza inspiegabile. 
La rimise nel pacchetto. Ne prese un’altra, lo fece di nuovo. Proseguì con ognuna. Le sfilava, le chiudeva tra quelle sue labbra, le rinfilava giù. 
Non disse niente, non dissi niente. 
Non mi sfiorò l’idea di chiederle spiegazioni, non ce ne sarebbero state. Era lei, e quello ero io con lei. Misteri vivi 
tra i sopravvissuti.




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