domenica 29 aprile 2012


Il secchio gli disse: Signore, il pozzo è profondo! 
Più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto

Lui disse: Mi basta che sia
più profondo di me.


F. De Andrè - Andrea




giovedì 26 aprile 2012

Fade out


Dissolversi nel suono è un privilegio assoluto.
A questo punto anche l'anima
è aria che scorre.






martedì 24 aprile 2012

Sculture


Aspetto nel diluvio. 
Mi lascio scorrere via rigagnoli inquinati. Scorre il profumo dal collo, scorre il kajal, scorre la polvere dagli occhi. Voglio essere pulita, rosa, umida. Voglio apparirmi nella vetrina.
L’acqua che mi sgocciola dalle dita non è mai limpida. Viene giù dalla testa e si prende tutto, si prende l’altro ieri, i diciott’anni, le elementari, si prende il parto di mia madre, la notte coniugale.
Scorre e c’è sempre del nero che vien giù. Sarà il peccato originale, la saliva di Eva sulla mela?
Scorre...
gonfia di tutto quello che sono, marcio compreso.

Comprendo in tempo che è uno scempio. 
Sarebbero gli stessi i nostri occhi, privati degli errori?

la ragazza nella pioggia


sabato 21 aprile 2012

Curo le foglie.


Coagulerà questo sangue, prima o poi?
Sono stanca di sentirmelo colare giù, ogni settimana. Mi infetta i pensieri.
Vorrei farmi passare questa ruga da in mezzo alla fronte, aratura ormai poco fertile che mi fa venire mal di testa.






mercoledì 18 aprile 2012

That's Love.

Se per caso questo tempo mi rende molle e malinconica
incline a pensare che la vita sia grigia, massimo beige,
e mi prende quel serpente velenoso, nostalgia, tristezza, abominevole nausea,
mi basta vedere quest' uomo.
Non credo ci sia una persona che tanto trasmette amore per la vita. Né qualcuno in grado di commuovermi così, risa e lacrime insieme.


Grazie Rob :)












lunedì 16 aprile 2012

segreti



Si muoveva lentamente, come un gatto nel buio. 
A un tratto - un' eternità – mi sfilò il pacchetto di sigarette dalla tasca. Lo aprì, ne prese una, la guardò a lungo. Se la mise in bocca. Non so quanto la tenne lì, la guardavo ipnotizzato, in attesa. Quelle labbra e quel veleno, così vicini, erano di un’incongruenza inspiegabile. 
La rimise nel pacchetto. Ne prese un’altra, lo fece di nuovo. Proseguì con ognuna. Le sfilava, le chiudeva tra quelle sue labbra, le rinfilava giù. 
Non disse niente, non dissi niente. 
Non mi sfiorò l’idea di chiederle spiegazioni, non ce ne sarebbero state. Era lei, e quello ero io con lei. Misteri vivi 
tra i sopravvissuti.




domenica 15 aprile 2012

Dialogo



Truccare i tuoi occhi,
percorrerti
con la punta morbida della matita.
Disegnare il tuo corpo di carta
delle mie parole
sbavate,
destinate al lenzuolo
e al sudore dell’ incubo.
Questo, destino breve,
è il mio desiderio.







sabato 14 aprile 2012

Illusioni



Le nostre gabbie sono tanto accoglienti.
La luce nelle lampadine, l'acqua nei tubi, le voci nel telefono.
Ci fanno sentire così liberi, indistruttibili, padroni, di noi stessi e della Terra.

Ma non siamo che animali scappati dallo zoo. Disorientati e vergini. 
Incapaci di qualunque realtà priva di cellulari e acqua calda. 






venerdì 13 aprile 2012

Aquilone


Che fatica, creatura, correre dietro alla tua fantasia. 
Allento il filo, seguo la corrente, ma il mio polso si spezza. Perdo la presa di quel nylon trasparente, ti vedo planare via. Ti grido che affonderai nell'acqua.
Il tuo volo non ha senso senza la terra, la tensione del mio corpo che corre, il declivio da cui ho preso la rincorsa.
Ma è così facile seguire l'illusione del corpo che cade, metri, chilometri, pensando di volare... 
Così facile, da sembrare giusto.






giovedì 12 aprile 2012

mercoledì 11 aprile 2012

Volo


Non venite a dirmi di tornare sulla terra, di non fantasticare, di concentrarmi, di guardare in faccia la realtà. Lo faccio costantemente da tutta la vita. La realtà ce l’ho ben presente e la mia distrazione non ne è che una prova. Scelgo di guardare altrove.
Per cui, non scomodatevi.






lunedì 9 aprile 2012

domenica 8 aprile 2012

Geometria


Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra nulla la pazzia. E' genio, quello. E' geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte nel mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, i miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. Non è pazzia fratello. Geometria.
E' un lavoro di cesello. Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno ho raccontato se non a te.

A. Baricco, Novecento.



giovedì 5 aprile 2012



Giorni che spogliano di ogni maschera.
Il trucco mi cola sulle dita, Tereza ha la febbre.
Vorrei gridare anch’io, dal fondo di questa gola
eco, incomprensibile ritorno,
la parte finale che si ripete
finale che si ripete, finale che si ripete, finale che si ripete,









lunedì 2 aprile 2012

2.4.12



La mia migliore amica è una donna che puntualmente fa due bracciate con me nella merda
e poi, semplicemente, dice : 
" Usciamo? "  
E usciamo.

Ti voglio bene Michi, questa data tutta pari è per te.




domenica 1 aprile 2012

piango


Mi sono avvelenata mordendomi il labbro.
Ho gli occhi pieni di verde, la pelle ancora tiepida.
Sento i miei passi sulle pietre, l’ombra del cane, la quiete.
Mi viene in mente una frase. Incredibile.
Vorrei sbavare il contorno di una casa col dito.
Tutto questo è troppo
e troppo poco.