mercoledì 21 marzo 2012

vetri


Sono io?
Rifletto, mi rifletto, in questo vetro sporco.
Esci piano, fumo. Voglio che mi bruci bene la gola.
Questo sapore infondo mi disgusta… Quand’è che ho cominciato?
Lei, mi guardava.
Entra veloce, fumo. Fino in fondo. La forza che resta in questi polmoni la voglio tenere per vedere la brace accendersi.
Che schifo…
Smetto di respirare. 
I suoi occhi, addosso.
Le giornate si allungano e non so come abbassare questa luce.
La camicia ormai sa di carta bruciata, ho la cenere sulle scarpe... Queste scarpe. Le odio.
Chiudo gli occhi... La città ha sempre lo stesso odore.
Le sue mani, vive.
Sento l’ ufficio, nel cervello. Gli squilli, lo sfarfallio dei computer, i neon. Non sopporto quel posto, il caffè, l’alcool che usa la donna delle pulizie.
Starei qui tutto il giorno, questo marciapiede di merda, l’autobus acceso…
I suoi capelli, i suoi passi.
Dove sarà?
Ma devo andare, aspettano me.
Un mozzicone sull’ asfalto
è tutto quello che resta.

2 commenti:

  1. hai presente quando arrivi alla fine di una lettura che stai ancora trattenendo il fiato?
    ...

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    1. buono, visto che ha a che fare col respirare :)
      grazie.

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