mercoledì 14 marzo 2012

Milano


Maledetta donna, seduce e abbandona senza pietà.
Arriva a farti urlare, imprecare, piangere. Ti fa scoppiare il cervello.
E’ violenta, vanitosa, aggressiva…  
.. dannatamente bella.
La guardo come si guarda un bambino che ha appena combinato un disastro. Come un vecchio amore.
Se ne sta lì, con le sue trecce liberty, vicoletti inaspettati, certe isole silenziose.
Ancora prima di dire “ ti lascio ”,  mi sta già mancando.
M’arrabbio perché so che l’abbandonerò. Non è per me questa pianura, questo rumore incessante, non è per me abituarmici.
Ma quella piazza… E il diventare invisibile, certe mattine, nel fiume di anime che scorre… E il colore che vedo dalla finestra…
Per non parlare di questa stanza. La porta, i letti, il pavimento. Le telefonate che ci sono state.
Questo soffitto. Le ore che ho passato a fissarlo. Non è un soffitto qualunque… ha assorbito tanti di quei pensieri che si sta crepando…
Dannazione, stronza, adesso mi fai commuovere. 
Non avrei dovuto cedere a tutte quelle moine che fai agli orfani. E adesso? Adesso ti guardo negli occhi e poi me ne andrò. 
Naturalmente, sbattendo la porta.

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