lunedì 12 marzo 2012

indie




La geografia del tuo corpo richiama
il mio dito a scorrere
l’arcipelago della tua pelle.
Terra emersa, abisso.
l’America si disegna mentre navigo.
Il tuo ombelico è un buco nel Messico,
cinquanta stati misurano il tuo petto.
Il mio abbraccio ti stringe,
equatoriale.
Non esistono stagioni nella mia mano.
Fredde le terre della tua testa e dei piedi,
autunnale e un poco verde la patria che da me ti separa.
Ma sono qui,
dove l’ America sbiadisce
aggrappata a Cuba.
Galleggiamo in questo Oceano
lasciamoci scoprire dall’ avventuriero ignaro.
Ridiamo, nuovi,
delle navi che affondano.


3 commenti:

  1. sono orgogliosa di averti conosciuta. so che un giorno racconterò ai miei nipoti: " io la conoscevo, era una mia amica e sono stata una delle prime a cui a fatto leggere i suoi primi "appunti". e adesso, invece, la stronza mi saluta neanche...:)"

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    1. Guarda che finiremo a fare le paninare entrambe. Panino con frasetta di scrittrice fallita, tradotta in russo da AS fallita.
      Grazie. Il mio primo commento :)

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    2. ...E io sarò una vostra cliente affezionata, è ovvio!;)speravo che decidessi di fare una cosa del genere,...molto fiera di te e come dice cri, siamo fortunate a conoscerti! auguri a questo nuovo blog !!!

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