domenica 23 dicembre 2012

If ________________________________________________(overdose)___



If I were a swan, I'd be gone.

If I were a train, I'd be late.

And if I were a good man,

I'd talk to you

More often than I do.



If I were to sleep, I could dream.

If I were afraid, I could hide.

If I go insane, please don't put

Your wires in my brain.



If I were the moon, I'd be cool.

If I were to rule, I would bend.

If I were a good man, I'd understand

The spaces between friends.



If I were alone, I would cry.

And if I were with you, I'd be home and dry.

And if I go insane,

Will you still let me join in the game?



If I were a swan, I'd be gone.

If I were a train, I'd be late again.

If I were a good man,

I'd talk with you

More often than I do.





giovedì 20 dicembre 2012

Ultimo desiderio?

A sentire i Maya l'Oriente dovrebbe già essere esploso o risucchiato dalla Terra visto che lì il 21 è già arrivato...
Nel caso, dovrei sbrigarmi a pensare a qualche inconsuetudine da mettere in atto, l'ultima cosa prima di scoppiare in mille pezzi...
...
Tipo
incontrare l'Amore della mia vita di un giorno.



venerdì 14 dicembre 2012

Valzer moderato

Oggi la natura impone il suo ritmo,
via le macchine dai vialetti pericolosi.
Dovrei imparare anch'io a parcheggiare l'anima lontana dalle salite ghiacciate,
pronta a ripartire dopo l'improvviso calo delle temperature.



martedì 11 dicembre 2012

Ciao

Non posso farci niente se sei dove non dovresti.
Se appari nel riflesso della foto al finestrino, 
alle spalle.
Se fili su dalla gonna 
con l'aria fredda.
Buongiorno, tormento mio.
Con me ti alzi e con me torni a dormire.


domenica 9 dicembre 2012

Di-scorsi

Raccolgo le briciole tentando di farne una mollica. Le raggruppo, le rigiro, le dispongo... Restano briciole. 
E lo so, lo so, sono sotto il tavolo. Non ci arrivo. Caviglie, scarpe, e quel che cade giù.
Più lo so più mi tormenta. 
Mi infliggo le lettere del marito innamorato, pensando al nome di una figlia. Mi infliggo i film e le canzoni e la poesia, sapendo
che mai avrei pensato di volere qualcosa di meno.
Eppure,
resto.
Dove l'assenza di quel che immagino mi consuma.



sabato 1 dicembre 2012

...



To see a World in a Grain of Sand

And a Heaven in a Wild Flower,
Hold Infinity in the palm of your hand
And Eternity in an hour.


Guardando Parigi dall'Orologio del Museo d'Orsay


Vedere il mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvaggio,
Tenere nel palmo della mano l’infinito
E l’eternità in un’ora.


William Blake

giovedì 22 novembre 2012

giovedì 15 novembre 2012

lunedì 12 novembre 2012

Attesa

Il limbo in cui si resta in attesa di una decisione altrui, di una mossa, di una scelta che con noi non ha poi molto a che vedere/
non essere variabili... 
fa stare male.


domenica 4 novembre 2012

Quest'onda che viene e che va


Verso un titolo, verso un compleanno, verso un viaggio, verso alcune prove... verso una ricerca. Verso una definizione, e molte altre. Verso il futuro, forse, verso un senso…
Che paura, che gioia, che paura.

Visto che son cresciuta a pane e questa cassetta del '94
un Jova dei tempi d'oro ci sta.

Basta depressioni.







venerdì 2 novembre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

La vita è molto più grande di una definizione, ma

partiamo dal presupposto che le parole esistono perché ognuna di esse ha un significato, e dal fatto che se esistono i sinonimi non è perché avanzavano delle lettere, ma perché ognuno di essi ha un senso diverso a seconda dell'uso che se ne fa.
Detto questo, resta da capire cosa ognuno di noi intenda realmente quando parla, cosa  spinge a scegliere quella parola piuttosto che un'altra. Troppe volte, secondo me, è solo imitazione, per non dire pigrizia. 
Oggi sono arrabbiata per questo fatto. La gente parla a sproposito.
Se dico a una persona che la amo, devo avere stampato in testa cosa significhi, e non è che sia poi tanto arbitrario. Stronzate i discorsi del tipo: l'amore è sofferenza. L'amore è amore, la sofferenza è sofferenza, la cattiveria è cattiveria, l'odio è odio. Mi son rotta di sentire che l'amore è questo e quello, e che comporta questo e quest'altro. Col cazzo che l'amore è altro da amore. 
Non sto banalizzando, siamo noi a volere le cose complicate, e a credere che il resto sia superficiale. La storia è semplice, e la noia è un altro problema!
(Domani avrò cambiato idea, ma questo è un altro discorso).




Garofano rosso e parole

"e niente di più."


domenica 28 ottobre 2012

Neve *.*


video


Com'è confortante!



Piove (ma qui mischia!)

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.

Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.

Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.

Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia,
e sulla greppia nazionale.

Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.

Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.

Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.

Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.


Montale.

venerdì 26 ottobre 2012

Che ridere non è mostrare i denti / ma accorgersi che esiste la bellezza





Il nostro viaggio è semplice e leggero,
sarà altrettanto facile inciampare:
succede a chi cammina e guarda il cielo. 


mercoledì 24 ottobre 2012

Stasera la certezza è che ogni verso arriverà esattamente dove vuole arrivare 
                              a scavarmi.





Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.



Eugenio Montale

Eros e Thanatos


martedì 23 ottobre 2012

Diario di un pazzo

Fine di una giornata elefantesca. 
(Non penso di dormire comunque).
E da domani non si torna indietro...
A meno che
qualcuno mi rapisca.
...
Gogol' con testo a fronte:
non so ma sento che questo popolo mi è vicino.
E visto che le cose ritornano, anche questa tornerà. 
Promesso.
(A proposito di cose che mi fanno sentire realizzata).


lunedì 22 ottobre 2012

Sudore

Temo di essere inguaribilmente autolesionista.
Ho questo cervello che annichilisce qualsiasi tentativo di evasione, come  tenesse in ostaggio dei neuroni pronti a scapparmi fuori dalle orecchie. Il mio pensiero è a circuito chiuso, non c’è scampo. Un serpente che tenta di ingoiarsi la coda.
Direi che è sfinente.
Ma è per questo che la fatica fisica mi rinsavisce: non si spegne il cervello ma lavora in modo diverso. Più ossigenato, più concreto, più libero dai ristagni.
La parola stagno è veramente indicata. Il mio cervello è uno stagno!
Ma adesso sorrido, forse perché questa prospettiva... me la sono guadagnata.






sabato 20 ottobre 2012

Non mi tolgo dalla testa quella faccia, quel sorriso libero, sicuramente diverso dall’incerto sorriso di benvenuto. In quel momento eravamo sicuri di essere stati il meglio di noi stessi, ed è una sensazione rara, preziosa, oltre che fulminea.
Passiamo il resto del tempo a dare il meno peggio. 

mercoledì 17 ottobre 2012

Rifiuti


A quanto pare la notte se ne fotte altamente di che giornata abbia avuto. Arriva e la spegne. Anzi, arriva e si porta sempre ugualmente una valanga di sensazioni, che sono più o meno sempre le stesse. Non importa molto quanto tumultuoso o piatto sia stato il giorno: giro la chiave nella toppa ed è quella la sensazione che mi assale. Quella. Infame e identica a se stessa, sempre. La stessa che si annuncia quando resto con la macchina accesa in garage, per far finire la canzone o per tentare di cacciare l’avvisaglia di quel malessere che sta per assalirmi, che sta fuori dalla portiera ad aspettarmi, che conosco, ri-conosco, che odio, come fosse il demonio. Eppure la notte seduce, nonostante il suo carico d’angosce. Forse è proprio quello, i suoi miliardi di occhi luccicanti, nascosti tutto il giorno, che vogliono sfogarsi. E io li ascolto, per natura. Cosa volete che vi dica? Non che si aspettino delle risposte. Loro buttano soltanto giù roba, che puoi solo prendere in testa perché dopotutto sei un microbo soggetto a leggi come quella di gravità, un puntino pieno di domande inutili, che non hanno un senso paragonate all’immensità in cui si generano. Cose che sembrano spiccare il volo ma che tornano miseramente in terra, e ognuno se ne gira con la sua discarica intorno.
“E adesso?” E adesso niente, te le tieni, saranno sempre di più e ti arriveranno alla gola.
Potrebbe capitare che qualcuno passi e ti liberi la strada per un po’, se ne prenda qualcuna, ricicli qualche tuo brutto pensiero. Allora sì, lì riprendi a respirare, probabilmente illudendoti che quella persona sarà sempre lì a fare la raccolta differenziata delle tue paturnie. E’ una bella illusione, un bel modo di proseguire per qualche chilometro, anno, per una notte diversa da queste. La chiamano in un modo dolce e carico di speranze… ma la confondono anche, e spesso…    
col netturbino.




domenica 14 ottobre 2012

ed è ESATTAMENTE così. (Solo che non l'ho detto io).

"(...) Perchè io, al contrario delle persone come Ass, sono succube delle cose che penso. E magari le pensassi una volta per tutte. I miei pensieri vanno e vengono dalla mia testa con una libertà, una promiscuità, una tale ostinazione nell’impedirmi di prendere una sola decisione veramente convinta, che mi debilita avere a che fare con loro. Sono delle gran troie, questa è la verità.
Vorrei che la piantassero di usarmi come un albergo, farsi consolare e assistere dopo che se ne sono andati a combinare cazzate in giro. Che una buona volta si accontentassero del titolare e mi restassero fedeli.
Se dovessi indicare il principale dei miei difetti, quello di cui più avverto la ricorrenza nei rapporti che instauro con gli altri, direi che è la mia tendenza a rimuginare. Io rimugino tantissimo. Quando cammino. Quando lavoro. Quando mi diverto. Quando mi compiango. Quando faccio l’amore. Soprattutto quando non lo faccio (che poi, se uno ci pensa, rimuginare è un’attività da psicopatici. Perchè si rimugina sull’accaduto, e l’accaduto – come dice la parola stessa – è già accaduto. Per cui è chiaro che affliggersi su faccende insuscettibili di modifica è un piacere morboso, una necrofilia intellettuale, una pratica masochista).
Bene, io faccio di peggio: a volte mi lascio prendere così tanto dai rimuginamenti che addirittura scrivo. Riempio cartelle Word nella speranza di trovare le parole giuste per fissare un punto di vista e tendenzialmente non cambiarlo più. Faccio notte, quando proprio mi fisso. E poi mi dico: “Ma sei scemo, cosa devi scrivere, un libro?”.
Certe notti, come dice il famoso cantante, mi sembra di approdare a delle conclusioni, come dire, di interesse pubblico, e vado a dormire soddisfatto.
Poi, dopo un paio di giorni, quando le mie opinioni ricominciano a vacillare, riaccendo il computer, apro il file Rim.doc, rileggo, e non trovo una sola frase che mi convinca. Mi sembra tutto combinato, fasullo. Effetto bilancio (se sapessi leggere un bilancio). Con le frasi-tubo avvitate una all'altra per farle stare insieme e formare un impianto, invece di lasciarle libere e andare per i fatti loro e ognuna con la sua forma, come i ramoscelli di una pianta, non so se mi spiego (...)."

Diego De Silva - Mia suocera beve
(bellissimo, il libro).

sabato 13 ottobre 2012

Il fiume dei profumi

Passeggiando, per qualche motivo avevo in mente questa canzone. 
Calpestavo le foglie secche e me la cantavo nella testa...  scena veramente commovente :)
Mi piace molto.

video






giovedì 11 ottobre 2012

Io non capisco la gente...che non ci piacciono i fichi

Acclarato che Francesco sia uno dei miei uomini preferiti.
(Uno dei tanti perduti uomini della mia vita, insieme a Roberto ;)
In ogni caso la mia versione CD, con lui ubriaco, è stupefacente (questa chitarra è orrrrrrrendamente scordata!) ... introvabile su youtube!
:)


Io però son sempre preda di pensieri lubrichi.
(... Finirò sotto a un camions di fichi)


martedì 9 ottobre 2012

lunedì 8 ottobre 2012

Sottovuoto


Mi sento in una scatola... "confezionata".Penso che dopo la laurea mi sentirò utile come una barbie nell'armadio. 
Vorrei andar via... a San Pietroburgo, imparare il russo, lavorare lì un anno e starmene al freddo lontano da quello che ho qua. Attualmente mi fa soffrire un po'. Mi sento così... inetta.
Vorrei davvero tanto andare lontano e starci. Soffrire un po' di nostalgia in qualche posto lontano e imparare a sopravvivere, lottare per guadagnarmi qualcosa, imparare una lingua e un modo di vivere.
Adesso qui mi sembra di scaldare solo la sedia, di aspettare che sia troppo tardi, di illudermi inutilmente fantasticando su un futuro che corre all'incontrario. Non è possibile svegliarsi al mattino e pensare "che palle". Non avere un buon motivo per alzarsi col sorriso e affrontare la giornata. Forse è un surplus di benessere, di pappa pronta. Forse ho bisogno di patire un po' sul serio, spaccarmi un attimo la schiena. Non è possibile sentirsi una schifezza e una nonna a ventun anni. Avrei così tante idee, ed energia, e voglia di lottare per qualcosa, ma non so dove incanalare questa forza, dove sbattere sta testa... Sta tutto in qualche pagina di word e in questo posto, che è diventato il mio secchio del vomito. Non va bene. A me non va bene.
Credo di valere qualcosa di più, e qui, così, non riesco a dimostrarlo. Non c'è cosa che mi faccia sentire piena, viva, soddisfatta. E' tutto così grigio, indefinito e indefinibile. Questo è un periodo realmente triste, evanescente. Tutti a dirmi che quando meno me lo aspetto capiterà l'imprevedibile. Sto smettendo di crederci a dire il vero. Aspetto e aspetto per natura e non so come si faccia a smettere, quando si sta così. Forse significa che ho ancora qualcosa a cui mi sto aggrappando, forse è quest'immaginazione che non mi molla, chiamiamola speranza (non c'è differenza).
Avrei tante cose da dire, ma ho anche così tanti principi che vengono da chissà dove e che mi frenano. Avrei un universo da condividere e sentimenti da spargere in giro come fossero semi... e mi sento chiusa in un barattolo, con un buchino microscopico che non mi fa crepare ma mi fa comunque respirare a fatica.
Dio, quanto vorrei andare e sbattere la porta. Ma ho persino paura che non se ne accorga nessuno.
Non sopporto più i complimenti, non riesco a credere che siano sinceri, sono continue paraculate di persone non in grado di scegliere, di dire la verità, di ammettere che stanno sbagliando. Sono stanca. Di interpretare, comprendere, accettare, giustificare. Mai qualcuno che dica la verità. 
Che rottura di coglioni.

sabato 6 ottobre 2012

EgocentricaMente

Bih, che camurria!
(Settimana un po' di merda).
Avrei bisogno di: mare. O comunque acqua da guardare, sciabordio di onde, cose così.
Avrei bisogno di: coccole. Cioccolatini, fiori, grattini, fusa, mani calde, cose così.
Avrei bisogno di: aver finito la tesi, fancazzismo, noia, guardare il soffitto, cose così.
Avrei bisogno di: guarire da questa broncopolmo che mi reclude, uscire, camminare, sudare, cose così.
Avrei bisogno di: perdere cinque chili in una notte, che mi ricrescessero i capelli, una pelle perfetta, cose così.
Avrei bisogno di: un iphone e cose così.
Avrei bisogno di: sapere se è scoppiata una guerra per cui tutti i maschi tra i 25 e i 30 sono arruolati a centinaia di chilometri da qui, e altre cose così.
Avrei bisogno di: vestiti, scarpe, borse, sciarpe, stivali nuovi, un armadio per contenerli, cose così.
Avrei bisogno di: un rossetto di un colore che ho in testa e cose così.
Avrei bisogno di: carattere e cose così.
Avrei bisogno di: una birreria vicino casa e cose così.
Avrei bisogno di: Eros che vive in casa mia e cose così.
Avrei bisogno di: Lenny Kravitz e se c'è qualcun altro così.
Avrei bisogno di: far saltare il ripetitore per non far vedere il derby a Marco e molte cose così + che il Milan perda miseramente.
Avrei bisogno di: mandare un po' di vaffanculi e cose così.
Avrei bisogno di: una teglia di tiramisù senza calorie e cose così.
Avrei bisogno di: togliermi l'immondizia dalla testa e cose così.
Avrei bisogno di: un viaggio in Russia e cose così.
Avrei bisogno di: soldi da spendere da buona occidentale consumista e cose così.
Avrei bisogno di: sapere se sto bene e cose così.
Avrei bisogno di: un attimo di estasi profonda e cose così.
Avrei bisogno di: un santo protettore e cose così.
Avrei bisogno di: un lavoro e cose così.
Avrei bisogno di: sapere di avere delle qualità e cose così.
Avrei bisogno di: innamorarmi e cose così.
Avrei bisogno di: la pizza di quella santa di mia madre e cose così.
Avrei bisogno di: qualcuno con cui guardare Charlie Chaplin tutta la notte e cose così.
Avrei bisogno di: te e cose così.
Avrei bisogno di: raddrizzarmi un dente e cose così.
Avrei bisogno di: un tecnico del computer non ubriaco e cose così.
Avrei bisogno di: eliminare gli adolescenti e cose così.
Avrei bisogno di: fare qualcosa di utile nella vita e cose così.
Avrei bisogno di: dire quello che penso e cose così.
Avrei bisogno di: spazio e cose così.
Avrei bisogno di: un pazzo che si innamori di me e cose così.
Avrei bisogno di: una valanga di culo e cose così.
Avrei bisogno di: aver fatto equitazione da piccola e cose così.
Avrei bisogno di: certezze e cose così.
Avrei bisogno di: poter tornare in via Eustachi e cose così.
Avrei bisogno di: un lettore mp3 un po' più capiente e cose così.
Avrei bisogno di: un attacco usb nella testa e cose così.
Avrei bisogno di: non aver buttato via tempo e cose così.
Avrei bisogno di: ventidue euro e cose così.
Avrei bisogno di: un po' più di tette e cose così.
Avrei bisogno di: farmi i cazzi miei e cose così.
Avrei bisogno di: tutto e cose così.


sabato 29 settembre 2012

Cassetti a cui non_


Mi sono seduta dalla tua parte di panchina, per provare ad afferrare il tuo punto di vista. Per sentire come appoggi il sedere, per voltarmi dalla mia parte e capire cosa c’è dietro di me quando mi guardi. Sono stata lì e mi sentivo fuori posto, volevo scivolare a sinistra...  Pochi  centimetri di prospettiva, ma credo di aver capito. 



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martedì 25 settembre 2012

38,qualcosa

In questi giorni febbricitanti (devo scrivere guardando il meno possibile lo schermo) ho gli occhi in fiamme, e la fronte e le guance su cui si potrebbe cuocere un'omelette (parola che attualmente mi rivolta lo stomaco).
Il punto, è che in questo delirio focoso penso tanto che vorrei un cantastorie. Uno seduto con me sul divano, che mentre tengo gli occhi chiusi mi racconti cose che devo sapere, storielle, pezzi dei miei libri di studio, cose che faccio fatica a leggere. Sforzo disumano scorrere le pagine, il movimento degli occhi è un giro di montagne russe a ogni riga. Ma voglio rendervi partecipi, anche perché mi rompo veramente le palle a non fare altro che ingollare tachipirine. Il cantastorie sarebbe perfetto, che ogni tanto mi baci la fronte con le sue labbra fresche...
Sono incandescente. Un rottame a cui hanno dato fuoco per scherzo. Assurdo, qualche grado in più ed è il caos totale! Come siamo poco credibili.
Comunque, sono giunta a questo punto: fottiti, virus o batterio che sei, se il mio corpo si incazza ancora un po' finisce che ti carbonizza, per cui mi fido di lui. Scommetto che il paracetamolo per te è il miglior dessert possibile. Ebbene io resisto! (Per adesso, poi vediamo...)

Mamma diceva sempre (da leggere alla Forrest Gump): "quando hai la febbre, straparli".


lunedì 24 settembre 2012

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Eugenio Montale


sabato 22 settembre 2012

Il giardino segreto

Mi piacciono gli edifici diroccati. Mi attrae la vita che c'è stata dentro e che ora può uscire dal tetto e dai vetri rotti. L'erba che cresce nel pavimento (se non addirittura delle piante intere), le cose lasciate lì. 
E' malinconico pensare che può esserci passata una famiglia, un amore... e che ora crolla tutto. Sarà finito anche quello?
Ho sempre voglia di entrarci, magari scoprire che qualcuno ha lasciato lì qualcosa, nella fretta di andare... un orecchino, una scatola... Un segno sul muro, di una moglie che tirava le stoviglie al marito. Le molle di un letto su cui è stato fatto l'amore centinaia di volte. Un biglietto della spesa, una cartolina, una foto... 
E mi piacciono i giardini incolti, dimenticati che hanno queste case. Intrichi di rovi e di ortiche, alberi da frutta. E i cancelli che li circondano (devi trovare l'entrata, la chiave).
Ricordo di aver letto "Il giardino segreto" in un giorno, forse uno dei primi romanzi che ho mai avuto in mano. E di aver pianto guardando il film, delle scene ancora impresse nella mente. 
Che meraviglia.




venerdì 21 settembre 2012

Vertigini

«C'è intorno una tale quiete che quasi si può udire
il tintinnare di un cucchiaino che cade in Finlandia.»


mercoledì 19 settembre 2012

Scegli immagine


I social network mi danno sempre da pensare. La cosa che più mi incanta è la foto che si sceglie per il profilo: dice sempre qualcosa. O dà un'informazione circa una specifica cosa della vita che vuoi far sapere: "hey sono fidanzata!", "hey ho un cane che adoro!", "hey vado al mare!", "hey porto gli ultimi rayban!", "hey faccio sci nautico!"  oppure mira a creare una falsa identità che non corrisponde al vero, tipo foto che riguardano un evento (abito di seta, tacco 12, giacca e cravatta), foto in cui sei venuto miracolosamente bene tanto che non sembri tu, foto di situazioni particolari che non si ripeteranno, come a dire "hey, questa è la mia vita di tutti i giorni!". 
Credo la ragione stia nel voler essere costantemente "socialmente accettabili", e ci sembra che il modo giusto per farlo sia ostentare stravaganze o pezzi di vita estranei alla nostra quotidianità. Sono rare le foto profilo in cui qualcuno è normale, per come lo vedi per strada. La foto vuole dire "oh, io sono diverso" "Io sono quello che vedi qui".
E' bello diventare qualcun altro, a volte è salvifico, a volte indispensabile... indiscutibilmente pericoloso.




domenica 16 settembre 2012

Strappi

(Maledico certe idee che ho. Ma poi, passata la paura, al tavolo con la mia tazza di tisana, sembra già tutto lontano).

Certe volte non posso proprio fare a meno di pensare di essere un disastro. Su ogni fronte.



mercoledì 12 settembre 2012

2B


Temperare una 2B è qualcosa di stupendo. Usarla, il paradiso.
E’ così morbida, dio mio, che il foglio sembra volersela mangiare tutta. Farla scorrere è un magnifico amplesso punta-carta. Ha un odore micidiale, ci si sentono dentro i millenni della grafite… 
A me vien voglia di morderla: sfumature.
La mia mano passa sopra a tutto quello che scrive e se lo porta dietro. Ho tutto impresso due volte, sul foglio e sul dorso. 
La 2B sfuma via, si fa nebbiolina, tratto, diventa aura, alone... ma sa anche essere solco indelebile. 
Ti adoro, matitina, anche se dopo un po’ te ne vai. Anzi, ti adoro per quello, perché sei bella e incantevole, come dice Hesse. 



lunedì 10 settembre 2012

Flusso di coscienza


Assente, dice lo stato di Skype, mai fu più azzeccato, io sono
 assente
nuvoletta arancione.
Ho un problema con questi gradini
troppo stretti per farli in due passi
troppo larghi per farli con uno
è sempre 
una doppia fatica
una distanza innaturale.
Perché certa gente non riesce a stare un minuto da sola? Secondo me ha paura di se stessa, di ascoltarsi per più di dieci secondi. Mentre io abbraccio qualsiasi angolo di solitudine come fossero gli angoli di una tovaglia, cerco di stenderli bene, li allargo, li sformo… sbaglio a chiamarla solitudine, è solo silenzio, e giocare col gatto, e mangiare prima il dolce… E mai che capitino. Capitano solo quelli
in cui sei obbligato da un milione di persone a parlare, e a lasciar stare il gatto, e a cominciare dal primo
mentre dentro ti senti solo da far schifo.
Mi è venuta in mente la storia di Sid Vicious e Nancy. Dove cavolo l’avevo già letta? Le cose ritornano sempre, sempre. E com’ero rimasta allora ci rimango adesso. Se solo riuscissi a ricordarmi dove, e quando… anche se non ha molta importanza.
Che stufata, le relazioni, che complessità inutili. Quanti problemi, dove basterebbe una scodella di latte caldo e dei panni da annusare per addormentarsi. Che paranoie del cazzo, e strategie...  Che idioti. 
Comunque…  Apparentemente assente. 
Ed è bello come il contatto fisico influenzi il contatto mentale. Se non hai mai toccato una persona difficilmente riuscirai ad essere in sintonia con lei… il corpo sa molte cose, a volte butta giù dei muri enormi. Dopo aver abbracciato qualcuno ti ci senti più vicino, ci parli meglio. E’ come se conoscendo il calore e la forma del suo corpo riuscissi ad arrivare anche all’anima.
Il cane non mi segue. Provo una sensazione di angosciante abbandono: se non mi segue neanche lui sono andata.
Il gatto però mi lecca le dita…
Vorrei capire com’è che le stelle stanno appese in aria a bruciare.



giovedì 6 settembre 2012

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Penso alle mani di mia nonna.
Al loro ruvido calore, estate o inverno che fosse. Provo a respirarle. Prima che sapessero di analgesico profumavano di basilico e pomodoro. 
Penso al giorno in cui i farmaci riuscirono a stordirla, a paralizzarla, a renderla una maschera oscena incapace di chiudere la bocca. Ero certa che stesse morendo, che la sua mano nella mia si sarebbe raffreddata. Ero certa che sarebbe rimasta lì storta sul suo divano per sempre. 
Non pensavo potesse esserci di peggio. 
Il peggio ci fu. Fu quella stanza disinfettata e il viola dei suoi lividi. Furono i buchi nelle braccia, fu la sua vigile assenza. Fu la violenza di quel ferro nella gamba, furono i suoi occhi pazzi. 
Fu la frenesia. 
Volevo urlare di fermarsi, a tutti, e vivere quei sordi momenti con consapevolezza. E invece correvano. Correvano, non avevano capito. Lei, più di tutti, correva a casa immaginando di riaverla. 
Desiderai che si spegnesse. 
Non sopportavo quel respiro che sembrava una preghiera. Non sopportavo quelle braccia. Non sopportavo i suoi capelli bianchi che crescevano. Non sopportavo la follia che aveva negli occhi. Non sopportavo quella magrezza. 
Niente mi faceva credere che stesse vivendo, piansi tutto in quei giorni. Non ebbi niente da versare sulla sua tomba. 
Ora piango quel che di lei si vuole dimenticare. Quell’armadio rotto. I cuscini. Le decine di orribili soprammobili di ceramica. Fanno schifo, cazzo, ma dentro c’è lei. Sono bellissimi. 
Vorrei tanto credere in qualcosa che non posso toccare, nonna, e non avere paura di buttare via tutti quei soprammobili. 
... Puoi sentirmi?

sabato 1 settembre 2012

L'anima brucia / più di quanto illumini




Lui è qua, falsità come radioattività 
Che mentre c'è da osare 
Uccide lo spettacolo carnale 

E l'anima brucia più di quanto illumini 

Ma è un addestramento mentre attendo 

Che io m'accorga che so respirare,
Che sei il mio sovversivo 
Mio sovversivo amore.
Non c'è torto o ragione 
E' il naturale processo di eliminazione 

Forse se, forse se, porta ad esitare 
Io vengo dall'errore, uno solo 
Del tutto inadatto al volo.
E anche se vedo il buio, così chiaramente 
Io penso la bugia affascinante 

E non mi accorgo che so respirare,
Che sei il mio sovversivo 
Mio sovversivo amore.
Non c'è torto o ragione 
E' il naturale processo di eliminazione.

Lui è qua, lui è qua come radioattività 
Che mentre c'è da osare, 
Uccide lo spettacolo carnale 

Cinque pianeti, tutti nel tuo segno 
Il fallimento è un grembo e io ti attendo 

Mentre ti scordi che puoi respirare 


Che sono il sovversivo 
Tuo sovversivo amore.
Non c'è torto o ragione 
E' il naturale processo di eliminazione.




Afterhours - Dentro Marilyn (cantata da Mina)

venerdì 31 agosto 2012

Demoni. Angeli andati a male. Però bellissimi.

" (...) Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro alla schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita.... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca...... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai.... e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita. (...) "





A. Baricco - Castelli di rabbia

lunedì 27 agosto 2012

Nessuno si salva da solo.

"Come gli manca uno sguardo così. 
Se non lo conosci vivacchi e non ti manca. Ma se una stronza ti ha posato addosso quelle ali lì, ti ha fatto sentire l'eroe di una sceneggiatura temeraria, rimani tutta la vita un mendicante che va in giro a cercare quelle palpebre che si aprono solo per guardarti e si chiudono per imprigionarti."  


(Margaret Mazzantini)